Il pendente sul cordoncino di seta nera, veduta d'insieme

Collezione Monete Romane·Pendente

Pendente a cuscino in argento martellato con moneta romana riprodotta in bronzo

Ventitré millimetri di cornice battuta a martello attorno a un tondello di bronzo.

€120,00 PA194AG

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

La cornice è un cuscino a quattro lati con gli angoli smussati, portato per la punta, e il bordo è battuto a martello tutt'intorno: le faccette dei colpi corrono lungo i quattro lati e si contano a occhio nudo. Dentro, un cerchio d'argento liscio fa da ghiera e stringe sul bordo la moneta, che è di bronzo e sta più in basso della cornice. Sopra si legge una testa di profilo con l'elmo, rivolta a destra, e il rilievo è dorato dove la luce lo prende e scuro nei fondi. Voltando il pendente c'è l'altra faccia della moneta, con un rilievo a linee. Il cordoncino di seta nera passa in un anellino sulla punta alta e sale fino a una perlina d'argento.

Sette grammi e settantacinque è il peso dichiarato del pendente montato, fra la cornice d'argento a novecentoventicinque millesimi e il tondello di bronzo; i terminali e la catenina extension sono d'argento anche loro. Il pendente misura ventitré millimetri di larghezza e la collana quarantasette centimetri. Ha la stessa sagoma a cuscino e la stessa larghezza del fratello diamantato, ma qui la cornice è battuta a martello e la moneta è di bronzo invece che d'argento: sono i due modi in cui la stessa forma cambia faccia. Anche questa è una riproduzione di una moneta romana, e di quale l'azienda non lo dichiara. Arriva nel suo box da regalo.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

Argento 925‰ — cornice, terminali e catenina extension
Bronzo moneta
7,75 grammiPeso totale pendente montato
Metalli
Argento 925‰ · bronzo (moneta)
Finitura
Cornice martellata, ghiera lucida
Misure
Larghezza del pendente 23 mm · lunghezza della collana 47 cm
Lavorazione
Completamente realizzato a mano nel laboratorio dell'azienda: la cornice sagomata a cuscino e battuta a martello sul bordo, la ghiera lucida chiusa sul bordo della moneta, il cordoncino di seta montato con terminali e catenina extension in argento.
La moneta di bronzo dentro la cornice a cuscino, sul marmo
Lo stesso lato ripreso da un'altra angolazione
L'altra faccia della moneta, con il rilievo a linee
Il rovescio da vicino, appoggiato sul marmo
La cornice da vicino: i colpi di martello lungo il bordo del cuscino
Il pendente inclinato, con lo spessore della cornice martellata
Il pendente appeso, con la perlina d'argento che ferma il cordoncino
Il pendente appeso, ripreso più da vicino
Il pendente indossato, appoggiato sotto la gola
Il cordoncino disteso, con i terminali e la catenina extension
La collana intera vista dall'alto
Il pendente di taglio, con il bordo della cornice in vista

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Moneta romana riprodotta
La moneta non è antica: è la riproduzione di una moneta romana, eseguita in bronzo o in argento a seconda del pezzo. Quello che si riproduce è un rilievo basso — una testa di profilo, qualche lettera lungo il bordo — e in un rilievo basso un decimo di millimetro è tutta la differenza fra un profilo che si legge e una macchia. Il tondello che ne esce non è un disco piano: è più alto al centro che al contorno, e il contorno stesso non è un cerchio esatto. È questo a decidere la montatura. La cornice si chiude sul bordo, dove il metallo è più fermo e dove non c'è disegno da coprire, e si stringe a freddo — una fiamma passata sul campo della moneta appiattirebbe proprio il rilievo per cui la si monta, e un rilievo schiacciato non si rialza.
Cornice martellata
La cornice si batte a martello quando è già sagomata, e ogni colpo lascia una faccetta storta che prende la luce per conto suo. Non c'è disegno da seguire: si tiene il ritmo e ci si ferma prima che il bordo si assottigli, perché il metallo battuto si allarga e cede proprio dove è stato colpito più volte. Per questo due cornici non escono mai identiche, e per questo l'ultimo colpo si decide guardando, non contando.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.