Collezione Marte·Anello
Anello fede Marte in argento a fascia larga 14,90 mm, forata da parte a parte
Quattordici millimetri e novanta di fascia bucata da parte a parte: da dentro si vede la luce.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
È una fascia sola, alta uguale per tutto il giro, e non ha una parte davanti: qualunque punto si porti sopra il dito, il disegno è lo stesso. La superficie non è liscia e non è incisa: è bucata. I fori sono tondi e ovali, di diametri diversi, e passano da parte a parte, così l'anello è una parete traforata e da dentro si vede la luce che entra da fuori. Fra un foro e l'altro resta un cordolo di metallo, e i cordoli si allargano dove capita e si toccano fra loro senza un passo che si ripeta. I fondi restano neri, i cordoli sono rilucidati: il disegno viene avanti per contrasto prima ancora che per rilievo. Anche i due bordi non sono tagliati diritti — seguono i vuoti e ondeggiano.
Quattordici millimetri e novanta di altezza: al dito coprono quasi tutta la falange, ed è questa misura a separarlo dagli altri Marte in argento, che sono la stessa idea in taglie diverse. Tredici grammi e settanta d'argento a novecentoventicinque millesimi, e nessuno di quei grammi è nascosto: stanno tutti nella parete, che è l'unica cosa a reggere il cerchio. Su una fascia bucata da parte a parte il metallo rimasto è insieme disegno e struttura, e dove un foro si allarga di troppo il pieno accanto diventa il punto debole di tutto l'anello. L'azienda lo dichiara anello da uomo. Il cofanetto è compreso, e su richiesta lo stesso modello si esegue in oro.
La materia
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
- Metalli
- Argento 925‰
- Finitura
- Brunita nei fondi, lucida sui rilievi
- Misure
- Altezza della fascia 14,90 mm
- Lavorazione
- Realizzato in modo artigianale nel laboratorio orafo dell'azienda. Su richiesta lo stesso modello si esegue in oro.
Come è fatto
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
- Vuoti irregolari
- In un traforo geometrico l'errore si misura sul modulo che si ripete; qui non c'è modulo, e ogni vuoto va deciso mentre si apre. Il rischio si sposta: non che una maglia venga storta, ma che in un punto il pieno resti troppo sottile, e il pezzo ceda proprio da lì. Chi lo esegue tiene insieme due cose che vanno in direzioni opposte, un contorno che deve sembrare casuale e uno spessore che deve reggere.
- Brunitura
- L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Fatto su di voi
Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione. Lo stesso modello può essere realizzato in oro.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Della stessa famiglia
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.










