Morganite
Tutto il filo, un grano dopo l'altro, alternati di colore
- Taglio
- Pepita sfaccettata a mano
- Nota
- Dichiarata naturale dall'azienda; dal rosa cipria al verde acqua chiarissimo; il peso in carati non è dichiarato
Collezione Creazioni in Argento·Collana
Cinquantuno centimetri e mezzo di pepite di morganite, e fra un grano e l'altro un nodo nascosto fra due calotte d'argento.
Su prenotazione
Le date si concordano
Questo non è un oggetto da mettere nel carrello: è un posto in atelier, e il giorno si concorda. Scrivi qui quello che ti serve sapere — date, orari, quante persone — e ti rispondiamo con le disponibilità di Anna Gioielli.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
Un filo solo di pietre grosse, infilate una dopo l'altra fino a chiudere il giro del collo. Non sono tonde e non sono uguali: ognuna è una pepita sfaccettata a mano, con facce larghe e irregolari che rimandano la luce a lastre invece che a scintille, e nessuna ripete la forma di quella accanto. Il colore si alterna: un rosa cipria caldo e un verde acqua chiarissimo, quasi trasparente, e dentro i grani si vedono le velature bianche e i punti scuri che il berillo si porta dalla roccia. Fra una pietra e l'altra non corre metallo: ci sono due calotte d'argento a quattro petali, una per parte, e in mezzo il nodo del filo, che resta nascosto fra le due. La chiusura sta di lato, in vista: due calle d'argento con le nervature incise, ciascuna chiusa a cono attorno alla pietra di capo, agganciate l'una all'altra.
Cinquantuno centimetri e mezzo in tutto: è un girocollo, si appoggia alla base del collo e non scende sul petto. D'argento 925 ce ne sono dieci grammi e ottanta, e stanno tutti nelle calotte e nella chiusura — lungo il filo il pezzo sono le pietre. L'azienda le dichiara morganiti naturali e non ne dichiara il peso in carati. La morganite è berillo, come lo smeraldo e l'acquamarina, e il colore si vede per lo spessore che la luce attraversa: è il motivo per cui qui i grani sono tagliati grossi e pieni invece che sottili, e per cui su una pietra pallida la faccia larga rende più della faccetta piccola. Il berillo sta fra sette e mezzo e otto di durezza e regge l'uso di tutti i giorni, ma dentro può avere velature, e su quelle un colpo secco fa più danno di quanto la durezza lasci prevedere. Il nodo fra un grano e l'altro fa due cose: tiene le pietre a non battere l'una contro l'altra, e il giorno in cui il filo cede ne lascia andare una sola invece di tutte. Il filo è la parte che invecchia per prima, e va rifatto prima che ceda, non dopo.
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
Tutto il filo, un grano dopo l'altro, alternati di colore
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.