Il fiore è una lastra sola d'argento, incavata fino a farne una coppa bassa e lasciata ondulata sul bordo: lobi larghi, nessuno uguale all'altro, con il contorno che sale e scende dove il metallo si è fermato. Dentro la coppa la superficie è battuta e poi sabbiata, e resta nera e opaca, percorsa da pieghe che partono dal centro e vanno verso fuori come le nervature di un petalo. Il contorno è invece lucido, e corre tutt'intorno come un filo di luce che segue le onde del bordo: sono le due sole finiture del pezzo, e stanno una dentro l'altra. In mezzo, nell'unico punto in cui la coppa torna piana, c'è la pietra: uno zircone verde tondo, chiuso dentro un castone d'argento irregolare quanto il fiore, con la corona tagliata a scacchiera — una griglia fitta di quadratini che copre tutta la cupola. Il verde è pieno e caldo, senza velature, e non manda scintille: manda una luce distribuita che cambia di tono quadratino per quadratino. Sopra il fiore un ramoscello d'argento piegato fa da attacco, e da lì passa il cordoncino di seta verde.
Ventisei millimetri di diametro il fiore, quattordici grammi e quaranta d'argento a novecentoventicinque millesimi, e un cordoncino di seta verde lungo quarantanove centimetri con i finali in argento, compreso nel prezzo. Il peso in carati della pietra non è dichiarato, e non lo aggiungiamo noi. Il nero dentro la corolla non è una patina venuta da sé: si ottiene sabbiando il fondo e poi scurendolo, ed è una scelta fatta per il verde. Su argento lucido una pietra verde si perde fra i riflessi che ha intorno; su un fondo nero e opaco non c'è altro da guardare, e il contorno resta l'unica parte che rimanda luce. Una cosa va detta sul taglio: l'azienda dichiara «Zircone taglio briolè», ma il briolè è una goccia sfaccettata su tutti i lati e forata in cima, che pende libera, mentre questa è una pietra tonda chiusa in un castone, con le faccette della corona incrociate a scacchiera. In scheda scriviamo il taglio che si vede.