Collezione Gioielli di Firenze·Pendente·Stile Fiorentino
Pendente croce in oro bianco e giallo, foglie traforate e incise a bulino
Quattro grammi e trenta d'oro per quattro centimetri e sei di croce: il resto l'ha portato via il seghetto.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
La croce è in oro bianco e i bracci non sono pieni: sono ritagliati col seghetto in un disegno di foglie, con i vuoti aperti da parte a parte, e ogni foglia è incisa a bulino una per una. Anche le quattro estremità finiscono a foglia. Al centro dell'incrocio è montata una rosetta in oro giallo; in oro giallo è anche la contromaglia, incisa con lo stesso segno.
Quattro centimetri e sei di altezza con la contromaglia, due centimetri e quattro di larghezza, quattro grammi e trenta di oro a diciotto carati diviso fra i due colori. Per una croce di questa misura è un peso contenuto, e a farlo è il vuoto: qui le foglie non sono un ornamento appoggiato sopra, sono la struttura, e sono loro a tenere insieme i bracci.
La materia
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
- Metalli
- Oro bianco e giallo 18kt 750‰
- Stile
- Stile Fiorentino
- Misure
- 46 × 24 mm (con contromaglia)
- Lavorazione
- Realizzato interamente a mano, col traforo e con l'incisione a bulino.
Come è fatto
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
- Traforo
- Il metallo viene forato e poi ritagliato dall'interno con un seghetto sottilissimo, finché la lastra piena diventa un disegno di vuoti. È una lavorazione che non ammette un secondo tentativo: quello che si toglie non torna.
- Incisione a bulino
- Il bulino è uno scalpellino da orafo che si spinge a mano. Non graffia: solleva un truciolo di metallo e lascia un solco netto che riprende la luce. È il segno che da cinque secoli distingue la scuola orafa fiorentina.
- Due ori sullo stesso pezzo
- Bianco e giallo hanno durezze e temperature di saldatura diverse: montarli insieme vuol dire lavorare due metalli che non reagiscono allo stesso modo sotto la fiamma, e farli combaciare senza che il giunto si veda.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Fatto su di voi
Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Della stessa famiglia
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.











