L'anello in piedi su una pietra chiara: il castone alto, la fila di citrini piccoli e il traforo del gambo

Collezione Rinascimento·Anello·Stile Fiorentino

Anello Stile Fiorentino in argento con quarzo citrino ovale da 16,50 carati e sedici citrini a contorno

Sedici carati e mezzo di quarzo citrino a scacchiera, e sotto il castone altri sedici citrini in fila.

€1.380,00 A792q

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Al centro c'è una sola pietra grande: un quarzo citrino ovale, posato di traverso nel senso della fascia, tanto che i due capi dell'ovale escono oltre i lati del dito. Lo tiene un castone d'argento alto e cilindrico: la parete è satinata a righe fini fra due fili lucidi, e sotto la pietra corre un filo perlinato. Subito sotto il castone gira una fila continua di citrini piccoli, uno accanto all'altro, fermati fra i grani del metallo e chiusi fra due bordi perlinati. Da lì in giù l'argento non è più pieno: è traforato in foglie lanceolate, e su ogni foglia le nervature sono incise a bulino. Le spalle sono alte e si assottigliano scendendo; dentro la fascia l'argento resta liscio.

Il quarzo citrino centrale è naturale e pesa sedici carati e cinquanta, cioè tre grammi e trenta di sola pietra, e la sua corona non ha una tavola liscia ma un reticolo di quadretti. Il citrino è un quarzo, giallo per natura: il commercio a volte lo chiama topazio, ma il topazio è un altro minerale. Intorno ne stanno altri sedici, piccoli, dello stesso giallo. L'argento a novecentoventicinque millesimi pesa dieci grammi e novanta, ed è l'unico metallo del pezzo: fa il castone, la fila delle sedi, il traforo e la fascia. Diamanti non ce ne sono: la luce qui non è scintilla, è il giallo che i quadretti della scacchiera tengono in profondità.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

10,90 grammiArgento 925‰
16,50 carati Quarzo citrino · ovale a scacchiera
Metalli
Argento 925‰
Stile
Stile Fiorentino
Lavorazione
Completamente realizzato a mano: la cassa in argento traforata a foglie e incisa a bulino, il castone tirato e satinato a righe, i sedici citrini del contorno incastonati uno per uno fra i grani.

Le pietre

Quarzo citrino

Centrale, nel castone d'argento

Taglio
Ovale a scacchiera
Carati
ct 16,50
Nota
Naturale

Quarzo citrino

A contorno, in fila sotto il castone

Taglio
Tondo
Nota
Sedici pietre, peso non dichiarato
Veduta di tre quarti da sopra: il traforo a foglie che gira su tutta la cassa e sulle spalle
Il quarzo citrino ovale visto di fronte, dentro il castone d'argento
Profilo al dito: quanto sporge il castone e come scendono le spalle traforate
L'anello al dito, veduta da sopra di sbieco
L'anello al dito da sopra: l'ovale posato di traverso esce oltre i lati del dito
Dettaglio ravvicinato: la parete satinata del castone, i bordi perlinati e la fila dei citrini piccoli
In laboratorio: il pezzo fermato al banco durante la lavorazione
L'anello finito nella sua confezione

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Traforo
Il metallo viene forato e poi ritagliato dall'interno con un seghetto sottilissimo, finché la lastra piena diventa un disegno di vuoti. È una lavorazione che non ammette un secondo tentativo: quello che si toglie non torna.
Incisione a bulino
Il bulino è uno scalpellino da orafo che si spinge a mano. Non graffia: solleva un truciolo di metallo e lascia un solco netto che riprende la luce. È il segno che da cinque secoli distingue la scuola orafa fiorentina.
Sbalzo e cesello
Lo sbalzo alza il rilievo battendo il metallo dal rovescio; il cesello lo finisce dal davanti, con punte che non tagliano ma spostano. Si lavora su una lastra che deve cedere quanto basta e non di più: un colpo troppo forte l'assottiglia dall'altra parte, e dove il metallo è già traforato quel punto non si rinforza più.
Taglio a scacchiera
Sulla corona le faccette non convergono verso una punta: si incrociano in una griglia di quadrati, come una scacchiera. È un taglio che non cerca la scintilla ma la profondità del colore, e per questo si usa sui quarzi e sulle gemme dove il colore è il soggetto.
Quarzo citrino
Il citrino è quarzo, la stessa specie minerale del cristallo di rocca e dell'ametista: cambia solo quanto ferro ha dentro e come quel ferro sta nel reticolo. Il giallo di origine naturale è raro, e gran parte del citrino in commercio nasce ametista e diventa giallo in forno — un trattamento stabile, dichiarato nel commercio delle gemme, che a occhio non si riconosce. Al settimo grado di durezza regge l'uso quotidiano meglio di quasi ogni altra pietra di colore; ma la stessa cottura che gli dà il colore glielo può anche togliere, e una luce forte e continua o il calore di una fiamma vicina lo scaricano. Il giallo che se ne va non torna.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.