Ametista
Unica, nel castone d'oro montato fuori asse sulla fascia
- Taglio
- A cuscino
- Nota
- Naturale
Collezione Rinascimento·Anello·Lavorazione Fiorentina, traforo a girali con castone fuori asse
Il castone d'oro, due grammi e mezzo, non sta al centro della fascia: è spostato su un bordo, e il traforo gli resta tutto da un lato.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
La fascia è larga, d'argento, e traforata da parte a parte: girali d'acanto che si avvolgono una sull'altra, ritagliate a giorno e poi incise a bulino nervatura per nervatura, con un filo perlinato a chiudere i due bordi. Sopra sta un castone d'oro giallo a parete alta, satinata, col filo di sopra lucido, e dentro un'ametista a cuscino con gli angoli arrotondati. Il castone non è al centro: è spostato quasi contro uno dei due bordi della fascia, e tutto il traforo che avanza resta dall'altra parte. È montato anche di sbieco, con i lati che non seguono i bordi, e un angolo che scende dentro le foglie. Dentro, l'argento torna liscio, perché quella è la parte che sta sul dito.
L'oro a diciotto carati pesa due grammi e cinquanta e sta tutto nel castone: non fa struttura, fa la sede della pietra. Tutto il resto — la fascia, il traforo, le foglie e i due fili perlinati dei bordi — è argento a novecentoventicinque millesimi e pesa undici grammi, quattro volte e mezzo l'oro. Diamanti non ce ne sono: la luce viene dal viola della pietra e dai vuoti del traforo, che tengono l'ombra dietro le nervature incise. Quello che manca è il centro. In un anello dove ogni altra cosa è ripetuta e regolare, la pietra fuori asse è l'unico punto che non torna, e si vede prima delle foglie.
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
Unica, nel castone d'oro montato fuori asse sulla fascia
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.