Il cuore d'argento appeso alla catena a corda, visto di fronte

Collezione Gioielli di Firenze·Pendente·Stile Fiorentino, traforo a rombi

Pendente cuore in argento traforato a rombi con cinquantadue zirconi e catena a corda

Cinquantadue zirconi nei nodi di una maglia di rombi che fora il cuore da parte a parte.

€680,00 P568AR

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Un cuore d'argento bombato sulle due facce, vuoto dentro. Davanti la lastra non è piena: è forata da parte a parte in una maglia regolare di rombi, e in ogni nodo della maglia c'è un quadratino con incassato uno zircone; intorno a ogni quadratino il bulino apre una raggiera di solchi, così che fra un vuoto e l'altro il metallo non resti mai liscio. Il bordo del cuore è una fascia satinata, e i raggi ci arrivano sopra fino al filo. Dietro l'argento torna pieno e satinato, e al centro si apre una seconda finestra a forma di cuore: di là si vede il rovescio del traforo, dove i quadratini sono vuoti e restano soltanto le raggiere. In basso, sul satinato, c'è la targhetta dei punzoni. Il passante è largo, piegato a cono, forato con lo stesso disegno e incassato anche lui; sotto, un anellino solo tiene il cuore e lo lascia dondolare. La catena è a corda, ritorta.

Dodici grammi d'argento a novecentoventicinque millesimi per un cuore di trenta millimetri per trentatré, misurato col passante: per un pendente forato su tutta la faccia è un peso alto, e non sta nella maglia, sta nel fondo e nel bordo, che restano pieni e reggono il traforo. Gli zirconi sono cinquantadue, taglio brillante, incassati uno per uno; il peso in carati l'azienda non lo dichiara, e non lo aggiungiamo noi. «Zirconi» è la parola che usa chi ha fatto il pezzo, ed è quella che usiamo anche noi: in italiano copre sia lo zircone, che è un minerale naturale, sia la zirconia cubica, che si fa crescere in laboratorio, e quale delle due sia qui non è scritto. La catena a corda è nominata insieme al pendente e descritta con le sue misure: argento a novecentoventicinque millesimi, tre grammi e novanta, quarantanove centimetri e mezzo. Su richiesta lo stesso modello si esegue in oro a diciotto carati, con i brillanti al posto degli zirconi.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

12,00 grammiArgento (cuore) 925‰
3,90 grammiArgento (catena a corda) 925‰
Metalli
Argento 925‰
Stile
Stile Fiorentino, traforo a rombi
Misure
Cuore 30 × 33 mm (con il passante) · lunghezza della catena 49,5 cm
Lavorazione
Completamente realizzato a mano: il cuore sbalzato e cesellato, la faccia traforata a rombi, le raggiere incise a bulino, i 52 zirconi incassati uno per uno. Su richiesta lo stesso modello si esegue in oro 18kt 750‰ con brillanti.

Le pietre

Zirconi

Nei nodi del traforo, sulla faccia del cuore e sul passante

Taglio
Brillante
Nota
52 pietre; il peso in carati e l'origine non sono dichiarati dall'azienda
Il pendente posato su una pietra chiara, di tre quarti
Da vicino: la maglia di rombi e i quadratini con gli zirconi
Il rovescio satinato, con la finestra a cuore aperta sul traforo
Il fianco: quanto è bombato il cuore, e il passante a cono
Il retro visto in piano, con la targhetta dei punzoni in basso
Il pendente su un ramo secco, la faccia traforata in piena luce
Il retro sul ramo: la finestra a cuore al centro del satinato

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Traforo
Il metallo viene forato e poi ritagliato dall'interno con un seghetto sottilissimo, finché la lastra piena diventa un disegno di vuoti. È una lavorazione che non ammette un secondo tentativo: quello che si toglie non torna.
Lavorazione a rete
Il traforo non fa un buco solo: ne fa una maglia regolare, e ogni maglia deve reggere il peso delle altre. Sbagliare un taglio significa indebolire tutta la rete.
Sbalzo e cesello
Lo sbalzo alza il rilievo battendo il metallo dal rovescio; il cesello lo finisce dal davanti, con punte che non tagliano ma spostano. Si lavora su una lastra che deve cedere quanto basta e non di più: un colpo troppo forte l'assottiglia dall'altra parte, e dove il metallo è già traforato quel punto non si rinforza più.
Incisione a bulino
Il bulino è uno scalpellino da orafo che si spinge a mano. Non graffia: solleva un truciolo di metallo e lascia un solco netto che riprende la luce. È il segno che da cinque secoli distingue la scuola orafa fiorentina.
Zirconi
In italiano una parola sola copre due pietre diverse. Lo zircone è un minerale naturale, un silicato di zirconio che si estrae dalla roccia: i cristalli più antichi che si conoscano sulla Terra sono di questo. La zirconia cubica è ossido di zirconio fatto crescere in laboratorio dagli anni Settanta, incolore e duro, nato per somigliare al diamante. Il commercio chiama «zirconi» tutte e due, e la parola da sola non dice quale sia. Per questo in scheda si scrive il termine che usa chi ha fatto il pezzo e non un altro: aggiungere «naturale» o «sintetico» dove l'azienda non l'ha dichiarato vorrebbe dire scrivere un dato che nessuno ha misurato.
Taglio brillante
Cinquantasette faccette calcolate perché la luce che entra dall'alto torni indietro dalla stessa parte. È il taglio che fa scintillare il diamante, e il motivo per cui un diamante mal tagliato resta spento.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.