La coppia appoggiata a una pietra bianca, corolle gialle e ametiste viola al centro

Collezione Fiore d'Inverno·Orecchini

Orecchini Fiore d'Inverno in argento con ametista e smalto giallo dentro la corolla

Dodici millimetri di corolla per lobo, il viola dell'ametista dentro il giallo dello smalto

€140,00 OA132gial

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Due corolle d'argento da dodici millimetri, ciascuna ricavata da una lastra sola e incavata fino a farne una coppa bassa. Il bordo è rimasto ondulato e lucido, come si è piegato la prima volta; dentro la coppa il fondo è smaltato di giallo, e sotto il vetro si leggono ancora i solchi che partono dal centro e vanno verso fuori. Al centro di ognuna, dentro un castone liscio, un'ametista tonda sfaccettata: viola dentro il giallo. Il gancio a monachella resta aperto dietro il lobo.

Cinque grammi e trenta d'argento a novecentoventicinque millesimi, per due fiori larghi dodici millimetri: un millimetro meno delle corolle di quarzo citrino e di rodolite, e il fondo giallo al posto dell'argento lasciato chiaro. Il viola dell'ametista è la cosa più delicata del pezzo — regge i graffi meglio dell'argento che lo tiene, ma non regge il calore — e anche lo smalto è vetro sottile steso su una superficie curva. Gli orecchini si tolgono prima dei detersivi e dei solventi, e nel bagno a ultrasuoni non ci vanno. Cofanetto incluso.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

5,30 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Finitura
Interno smaltato giallo, contorno lucido
Misure
Diametro del fiore 12 mm circa
Chiusura
Monachella aperta
Lavorazione
Realizzati tutti a mano.

Le pietre

Ametista

Al centro di ciascuna corolla

Taglio
Tondo sfaccettato
Nota
Due pietre naturali, una per orecchino
Le due corolle affiancate viste dall'alto, con i ganci a monachella aperti dietro
Veduta frontale dei due fiori, il bordo d'argento ondulato attorno al fondo smaltato
Primo piano: l'ametista sfaccettata nel castone liscio e i solchi che si leggono sotto lo smalto
Gli orecchini fra rami secchi, la coppa incavata vista di tre quarti
La coppia distesa su un ramo, a mostrare la lunghezza dell'orecchino gancio compreso
Il retro di un orecchino: l'argento grezzo sotto la coppa e il gancio a monachella aperto

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Corolla in lastra unica
La corolla non è un montaggio di petali: è una lastra sola, incavata fino a farne una coppa bassa e lasciata irregolare sul bordo, con le pieghe che partono dal centro e vanno verso fuori. Il bordo ondulato non si corregge due volte — l'argento tirato non torna indietro — quindi la prima piega è quella che resta. In mezzo alla coppa c'è l'unico punto che deve restare piano: è la sede della pietra, e se la coppa si è mossa lì il castone non appoggia.
Chiusura a monachella
Il gancio passa dietro il lobo e si chiude da solo. Si mette con un gesto, non ha viti da perdere e tiene il peso senza tirare.
Smalto
Lo smalto è vetro: macinato fino alla polvere, steso sul metallo e portato a diverse centinaia di gradi finché fonde e diventa una superficie sola con il pezzo. Prima del fuoco è polvere bagnata che si sposta con un soffio; dopo non si ritocca, perché correggere un punto vuol dire rimandare sul fuoco anche tutto il colore già cotto, e a ogni passaggio si rischia la bolla, la crepa da raffreddamento e il colore che vira. Le famiglie hanno nomi propri e si riconoscono da come il metallo trattiene il colore: champlevé, quando il colore sta in incavi scavati nella lastra; cloisonné, quando sta dentro muretti di filo saldati sul fondo; a freddo, quando al posto del vetro c'è una resina che indurisce senza fuoco. Sono lavorazioni diverse fra loro, e non si attribuiscono a occhio.
Ametista
L'ametista è quarzo viola, e il viola non viene da un pigmento: viene da qualche atomo di ferro finito nel reticolo al posto del silicio e poi colpito dalla radiazione naturale della roccia. Per questo il colore non è quasi mai steso uniforme — si dispone a zone e a fasce, più carico da una parte e più chiaro dall'altra — e orientare bene la pietra sotto la mola serve proprio a distribuirlo. È dura come il citrino, settimo grado, e si porta tutti i giorni senza riguardi verso i graffi; ma quel viola è la cosa più delicata che ha. Una luce forte e continua lo sbiadisce, e il calore lo cancella del tutto: un'ametista scaldata abbastanza diventa gialla, ed è così che nasce buona parte del citrino in commercio. Il viola perso non torna.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.