L'anello posato su marmo chiaro, visto dall'alto: le tre paste vitree tonde in fila obliqua e le due ovali viola incastrate ai lati.

Collezione Creazioni in Argento·Anello·Cinque castoni sfalsati su gambo aperto a nastri

Anello in argento con cinque paste vitree rosa, celeste e viola, gambo aperto a tre nastri

Trentadue millimetri per ventiquattro di testa, e cinque paste vitree: vetro fuso e sfaccettato, non pietre naturali.

€230,00 AA226

Su prenotazione

Le date si concordano

Questo non è un oggetto da mettere nel carrello: è un posto in atelier, e il giorno si concorda. Scrivi qui quello che ti serve sapere — date, orari, quante persone — e ti rispondiamo con le disponibilità di Anna Gioielli.

Richiedi informazioni

La richiesta arriva a Tuscany Market Hub, che la gira a Anna Gioielli.

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Cinque pietre di vetro riempiono tutta la testa dell'anello, lunga trentadue millimetri e larga ventiquattro: copre la falange da parte a parte. Tre sono tonde e stanno in fila obliqua — rosa in alto, celeste al centro, rosa in basso — e le due ovali viola si infilano ai lati, più in basso, negli spazi che restano; nessuna è alla stessa altezza dell'altra e i castoni si toccano. Ogni pietra sta in una coppa d'argento il cui bordo è tagliato in linguette larghe e piatte, ripiegate a mano sulla cintura: da sopra si leggono come un giro di petali corti attorno a ogni colore. L'argento è lucidato a specchio dappertutto, non c'è nessuna parte brunita. Sotto la testa il gambo si apre in tre nastri piatti separati da due asole lunghe, e da lì si vede attraverso l'anello. Dentro il rosa e il celeste, guardando in controluce, si vedono bollicine tonde e scie chiare: è la firma del vetro, non un difetto della lavorazione.

Quattordici grammi e cinquanta d'argento a novecentoventicinque millesimi. Per un anello è un peso alto, e sta quasi tutto nella testa e nei cinque castoni: il gambo aperto è quello che ne restituisce una parte. Le pietre sono paste vitree — vetro fuso, colorato nella massa e poi tagliato e lucidato sulla stessa mola delle gemme — e l'azienda non ne dichiara né le misure né il peso in carati; noi non li aggiungiamo. Il vetro sta intorno al quinto grado di durezza, due gradi sotto il quarzo: la polvere di casa contiene sabbia, e la sabbia lo riga, quindi l'anello si toglie prima di mettere le mani nel lavoro e si ripone da solo, non nello stesso scomparto degli altri. Si fa su ordinazione ed è pronto entro trenta giorni; il cofanetto è compreso.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

14,50 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Stile
Cinque castoni sfalsati su gambo aperto a nastri
Finitura
Lucida
Misure
Anello 32 × 24 mm (lunghezza × larghezza)
Lavorazione
Completamente realizzato a mano nel laboratorio orafo dell'azienda. Il gambo si apre in tre nastri piatti separati da due asole; ogni pasta vitrea sta in una coppa d'argento con il bordo tagliato in linguette larghe, ripiegate a mano sulla cintura della pietra.

Le pietre

Pasta vitrea rosa

Due tonde, in alto e in basso sull'asse della testa

Taglio
Tondo sfaccettato
Nota
Vetro fuso e lucidato, non pietra naturale; misure e peso non dichiarati

Pasta vitrea celeste

Una tonda, al centro fra le due rosa

Taglio
Tondo sfaccettato
Nota
Vetro fuso e lucidato, non pietra naturale; è la più larga delle cinque

Pasta vitrea viola

Due ovali, ai lati e più in basso delle tonde

Taglio
Ovale sfaccettato
Nota
Vetro fuso e lucidato, non pietra naturale; misure e peso non dichiarati
L'anello al dito: la testa copre la falange da parte a parte, e dentro il vetro celeste si vedono le bollicine.

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Pasta vitrea
La pasta vitrea è vetro: silice fusa, colorata nella massa con ossidi metallici, colata o pressata in forma e poi tagliata e lucidata sulla stessa mola con cui si lavorano le gemme. Non è una pietra e non si spaccia per una: si riconosce guardandola in controluce, dalle bollicine d'aria rimaste chiuse nella colata e dalle scie lasciate dal vetro che si muoveva mentre raffreddava. È un materiale antico quanto la gioielleria — i Romani ne facevano paste per imitare lo smeraldo, Murano e la Boemia ci hanno costruito due industrie — e il colore, stando nella massa e non in superficie, non si consuma con l'uso. Chi la monta però lavora un materiale più tenero del quarzo, intorno al quinto grado: la polvere di casa contiene sabbia, e la sabbia lo riga. E il vetro non si sfalda, si scheggia: una linguetta di castone spinta con un colpo di troppo non lascia un segno, porta via un pezzo di cintura, e quel pezzo non si rimette. Si chiude a freddo, poco per volta, e sulla pietra già in sede non si torna.
Castone a linguette
Il castone non finisce in un bordo continuo né in unghiette sottili: la coppa viene tagliata tutt'intorno in linguette larghe e piatte, otto o nove per pietra, e ognuna si ripiega a mano sulla cintura. Larghe tengono più ferma la gemma di una griffe e le coprono meno fianco di un bordo chiuso, ma vanno abbassate tutte alla stessa altezza e con la stessa pressione: una più bassa delle altre si vede subito, perché è il giro del castone a diventare storto, e una spinta più forte del necessario scheggia la pietra sotto. Si va avanti a giri, chiudendo le opposte a due a due, e non si finisce mai un lato per intero prima dell'altro.
Gambo aperto a nastri
La fascia non arriva intera sotto la testa: prima di salire si apre in nastri piatti separati da asole lunghe, che si riuniscono in un pezzo solo sotto il dito. Serve a togliere peso e a far respirare una testa larga, ma sposta il carico — il metallo che stava disteso su tutta la larghezza adesso passa dentro strisce sottili, e la stretta della mano lavora sui due punti in cui i nastri si aprono e si richiudono. Sono quelli i punti da lasciare più grossi, e sono anche quelli in cui la lima sembra chiedere di assottigliare, perché è lì che il disegno si legge.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

Richiedi un pezzo su misura
Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.