La coppia su pietre bianche: il gambo lungo e il ciuffo di rami in fondo

Collezione Creazioni in Argento·Orecchini

Orecchini pendenti in argento a forma di rami di corallo, con zirconi

Settantadue millimetri di rami che si aprono sotto il lobo, e di corallo non c'è un grammo: è argento sagomato sulla forma di una fronda.

€220,00 OL34O4ma

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Sotto il lobo scende un ramo. In alto, appoggiato all'orecchio, sta un castone tondo che tiene uno zircone; dal castone parte un gambo d'argento lungo e sottile, che scende dritto per più di metà dell'altezza e poi si apre in un ciuffo di diramazioni. I rami sono tondi in sezione, si dividono e si ridividono, si incrociano e si sovrappongono, e finiscono in punte arrotondate come le estremità di una fronda di corallo. Fra un ramo e l'altro l'argento è stato scurito e le creste rilucidate, e quel contrasto fa sembrare il ciuffo più fitto di quanto sia. Lungo le diramazioni, dove due rami si incontrano, sono incassati altri zirconi tondi. Dietro il castone c'è il perno che attraversa il lobo, e la farfallina che lo ferma.

Quattordici grammi e sessanta d'argento a novecentoventicinque millesimi, e settantadue millimetri di altezza contando la chiusura: sono orecchini lunghi, e quasi metà di quella lunghezza è gambo, cioè peso che tira sul lobo da un punto solo. Del corallo qui c'è la forma e nient'altro: il corallo vero è lo scheletro calcareo di un animale marino che cresce di pochi millimetri l'anno, e questi rami sono argento colato, sagomato sul disegno di una fronda. È una distinzione che va scritta, perché in vetrina le due cose si somigliano. Sulle pietre l'azienda scrive «zirconi» e si ferma lì: in italiano quella parola copre due minerali diversi, e quale dei due sia non lo dichiara nessuno — quindi non lo dichiariamo neanche noi. Né il numero delle pietre né il loro peso in carati sono dati che l'azienda fornisce.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

14,60 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Finitura
Brunita fra le diramazioni, lucida sui rami e sul castone
Misure
Altezza con chiusura a perno e farfallina 7,2 cm circa
Lavorazione
Completamente realizzato a mano. Il ciuffo di rami è fuso a cera persa in un pezzo solo — è la sola via per ottenere diramazioni che si incrociano e si sovrappongono — poi le punte sono ripassate una a una e i giunti puliti; le sedi degli zirconi sono aperte fra i rami e le pietre incassate a mano, il pezzo è brunito e rilucidato solo sui rilievi, e il gambo è saldato sotto il castone del lobo, che porta il perno e la farfallina.

Le pietre

Zirconi

Uno in castone tondo al lobo, gli altri incassati fra le diramazioni del ciuffo

Taglio
Brillante
Nota
Il numero delle pietre, il peso in carati e l'origine non sono dichiarati dall'azienda
I due ciuffi affiancati, con gli zirconi incassati fra le diramazioni
Appesi per intero: dal castone tondo del lobo fino alle punte dei rami
Dettaglio dei rami che si incrociano e delle punte arrotondate
Il retro: il perno e la farfallina dietro il castone
Appeso a un legno chiaro: quanto il ciuffo si allarga rispetto al gambo
L'orecchino di lato, con il gambo dritto e lo scuro fra i rami
Al lobo: quanto scendono sotto l'orecchio i sette centimetri di ramo

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Fusione a cera persa
Il modello si costruisce in cera, si riveste di gesso refrattario e poi si scalda finché la cera cola via: resta un vuoto della forma esatta, e in quel vuoto si getta l'argento fuso. Per estrarre il pezzo lo stampo va rotto, quindi ogni fusione consuma sia la cera sia la forma, e il modello di partenza non esiste più. È il modo di ottenere quello che il seghetto e la lima non farebbero — nastri che si accavallano, sottosquadri, vuoti chiusi da ogni lato — ma se il metallo non arriva in fondo a un ramo sottile il pezzo esce monco, e non si aggiusta: si rifonde e si ricomincia dalla cera.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Zirconi
In italiano una parola sola copre due pietre diverse. Lo zircone è un minerale naturale, un silicato di zirconio che si estrae dalla roccia: i cristalli più antichi che si conoscano sulla Terra sono di questo. La zirconia cubica è ossido di zirconio fatto crescere in laboratorio dagli anni Settanta, incolore e duro, nato per somigliare al diamante. Il commercio chiama «zirconi» tutte e due, e la parola da sola non dice quale sia. Per questo in scheda si scrive il termine che usa chi ha fatto il pezzo e non un altro: aggiungere «naturale» o «sintetico» dove l'azienda non l'ha dichiarato vorrebbe dire scrivere un dato che nessuno ha misurato.
Taglio brillante
Cinquantasette faccette calcolate perché la luce che entra dall'alto torni indietro dalla stessa parte. È il taglio che fa scintillare il diamante, e il motivo per cui un diamante mal tagliato resta spento.
Chiusura a perno e farfallina
Il perno attraversa il lobo e dietro lo ferma una farfallina, due alette di metallo che si stringono da sole sul gambo. È la chiusura più semplice che esista, e proprio per questo va fatta bene: il perno deve essere saldato perpendicolare al corpo dell'orecchino, perché se parte anche di poco storto il pezzo pende di traverso sul lobo e non c'è modo di raddrizzarlo portandolo. La farfallina è invece la parte che si perde: tiene per attrito, e l'attrito cala con gli anni finché un giorno non trattiene più. Si controlla stringendola appena fra due dita, e quando ha smesso di fare resistenza si cambia — costa poco, e costa molto meno dell'orecchino.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

Richiedi un pezzo su misura
Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.