Collezione Monete Romane·Anello
Anello in argento con moneta romana riprodotta a testa elmata, cornice martellata
Ventuno grammi e cinquanta d'argento in un anello solo, e al centro una testa elmata di profilo.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
Al centro della testa dell'anello c'è la moneta, tenuta da una ghiera d'argento liscia che le gira attorno sul bordo e non le entra sopra. Sulla moneta si legge una testa di profilo con l'elmo, rivolta a destra, e lungo il contorno restano le tracce di qualche lettera. La moneta è scura, la ghiera è lucida, e tutto il resto della testa dell'anello — il bordo largo che sta fuori dalla ghiera — è battuto a martello, con le faccette dei colpi che vanno ognuna per conto suo. Dai lati il metallo scende alle spalle e si assottiglia fino alla fascia, che resta liscia. Guardando l'anello da sotto, dentro il cerchio, si vede il fondo del castone che regge la moneta.
Ventuno grammi e cinquanta d'argento a novecentoventicinque millesimi: è tutto il peso del pezzo, e per un anello è molto — sta quasi tutto nella testa e nelle spalle, che sono piene. Non c'è oro e non c'è nessuna pietra: quello che si guarda è la moneta e il modo in cui il metallo battuto le sta intorno. La moneta è una riproduzione di una moneta romana; di quale, l'azienda non lo dichiara, e noi non lo aggiungiamo. La misura si decide prima di cominciare a lavorare, perché una testa piena come questa non si allarga dopo.
La materia
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
- Metalli
- Argento 925‰
- Finitura
- Cornice martellata, ghiera lucida
- Lavorazione
- Completamente realizzato a mano nel laboratorio dell'azienda: la testa dell'anello sagomata e battuta a martello, la ghiera liscia chiusa sul bordo della moneta, la misura definita sul dito di chi lo porterà.
Come è fatto
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
- Moneta romana riprodotta
- La moneta non è antica: è la riproduzione di una moneta romana, eseguita in bronzo o in argento a seconda del pezzo. Quello che si riproduce è un rilievo basso — una testa di profilo, qualche lettera lungo il bordo — e in un rilievo basso un decimo di millimetro è tutta la differenza fra un profilo che si legge e una macchia. Il tondello che ne esce non è un disco piano: è più alto al centro che al contorno, e il contorno stesso non è un cerchio esatto. È questo a decidere la montatura. La cornice si chiude sul bordo, dove il metallo è più fermo e dove non c'è disegno da coprire, e si stringe a freddo — una fiamma passata sul campo della moneta appiattirebbe proprio il rilievo per cui la si monta, e un rilievo schiacciato non si rialza.
- Cornice martellata
- La cornice si batte a martello quando è già sagomata, e ogni colpo lascia una faccetta storta che prende la luce per conto suo. Non c'è disegno da seguire: si tiene il ritmo e ci si ferma prima che il bordo si assottigli, perché il metallo battuto si allarga e cede proprio dove è stato colpito più volte. Per questo due cornici non escono mai identiche, e per questo l'ultimo colpo si decide guardando, non contando.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Fatto su di voi
Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Della stessa famiglia
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.











