Perla barocca
Corpo del pendente
- Nota
- Diametro circa 13,60 mm
Collezione Marte·Pendente
Tredici millimetri e sei di perla barocca sotto sette grammi e dieci d'argento traforato, e una tormalina a cabochon sul davanti.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
La perla è la parte grande: una barocca bianca dal profilo irregolare, con una gobba bassa su un fianco e la superficie percorsa da onde larghe, quelle che la madreperla lascia depositandosi a strati. Il bianco non sta fermo — al girare della luce ci passano il rosa, il verde e l'azzurro. Sopra la prende una calotta d'argento che non è una lamina: è un intreccio di rami sottili, bucati e aperti in vuoti che non si somigliano, e ogni ramo scende sulla spalla della perla e finisce in un pallino. Dalla calotta un ramo più lungo corre giù sul davanti e in basso si allarga in un collarino traforato con gli stessi crateri: dentro, tenuta da sei griffes finite a pallino, sta la tormalina, un cabochon rosa lampone, bombato e senza faccette — la luce non ci scintilla sopra, ci entra, attraversa lo spessore e risale portandosi dietro il colore. L'argento è brunito nei fondi e rilucidato solo sui rilievi, come in tutti i Marte: il disegno viene avanti per contrasto. In cima il passante è dello stesso argento bucato, e ci passa dentro un cordoncino di seta bordeaux.
Il pendente misura ventotto millimetri per quattordici, e la perla ne misura tredici e sei di diametro: la larghezza è quasi tutta perla, l'argento le sta sopra e sul davanti, non di fianco. Sette grammi e dieci d'argento a novecentoventicinque millesimi, e non un grammo d'oro. Della tormalina l'azienda dichiara che è naturale e non ne dà il peso in carati, e i carati non li aggiungiamo noi. La forma della perla non è stata scelta a catalogo: è quella che il mollusco ha depositato strato su strato, e la calotta è stata costruita addosso a questa e non a un'altra, per cui il pezzo non si rifà uguale. La madreperla però è tenera: si riga con l'unghia e si scioglie negli acidi, quindi il pendente si mette per ultimo, dopo il profumo, e si ripone asciutto. Il cordoncino bordeaux di seta con i finali in argento che compare nelle fotografie è lungo quarantotto centimetri e mezzo.
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
Corpo del pendente
In basso sul davanti, in un collarino traforato, su sei griffes
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.