Le tre corolle in fila lungo il dito: ametista in alto, topazio azzurro in mezzo, quarzo citrino sulla corolla più grande

Collezione Fiore d'Inverno·Anello·Motivo floreale ispirato ai fiori d'inverno

Anello Fiore d'Inverno in argento a tre corolle rotanti su perno, quarzo citrino, ametista e topazio azzurro

Tre corolle in fila sul dito, e ognuna gira su sé stessa.

€350,00 AA249

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Tre corolle d'argento in fila lungo il dito, di tre misure diverse, e nessuna è ferma: ognuna è infilata su un perno e gira su sé stessa. La più grande porta il quarzo citrino, quella in mezzo il topazio azzurro, la terza l'ametista viola — ma i fiori girano, e il disegno che si vede dall'alto non è mai due volte lo stesso. Dentro la coppa la superficie resta segnata dalle pieghe che partono dal centro e vanno verso fuori; il bordo è ondulato e fuori squadra, lasciato dove la prima piega l'ha messo. La fascia non è liscia: è battuta a martello, e sotto i fiori si apre in due bracci.

Ventidue grammi di argento 925 e quarantotto millimetri di sviluppo: l'anello prende tutta la falange e sale oltre il profilo del dito. I perni sono la parte che decide il pezzo, perché devono tenere le corolle e insieme lasciarle libere; sono ribattuti dal retro, e la testa schiacciata si vede al centro di ogni fiore. Le sedi delle pietre stanno in mezzo alla coppa, e sono l'unico punto piano rimasto in una lastra incavata a mano. Il laboratorio non dichiara né il peso in carati né il taglio delle tre gemme.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

22,00 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Stile
Motivo floreale ispirato ai fiori d'inverno
Finitura
Lucida
Misure
Lunghezza totale 48 mm
Lavorazione
Completamente realizzato a mano nel laboratorio orafo dell'azienda.

Le pietre

Quarzo citrino

Al centro della corolla più grande

Colore
Giallo
Nota
Peso in carati e taglio non dichiarati

Ametista

Al centro di una delle due corolle minori

Colore
Viola
Nota
Peso in carati e taglio non dichiarati

Topazio azzurro

Al centro della corolla di mezzo

Colore
Blu chiaro
Nota
Peso in carati e taglio non dichiarati
Veduta frontale ravvicinata: le pieghe che partono dal centro di ogni coppa e il bordo ondulato lucido
Veduta laterale: la fascia martellata che si apre in due bracci sotto le corolle
L'anello appoggiato a un ramo: la texture battuta della fascia in piena luce
L'anello girato dall'altra parte: i fiori hanno ruotato e l'ordine dei colori si presenta al contrario
L'anello al dito: quanto le tre corolle sporgono oltre il profilo della mano
Il rovescio: al centro di ogni corolla si vede la testa ribattuta del perno su cui il fiore gira
Veduta d'insieme di tre quarti, con lo sviluppo dei quarantotto millimetri lungo il dito

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Corolla in lastra unica
La corolla non è un montaggio di petali: è una lastra sola, incavata fino a farne una coppa bassa e lasciata irregolare sul bordo, con le pieghe che partono dal centro e vanno verso fuori. Il bordo ondulato non si corregge due volte — l'argento tirato non torna indietro — quindi la prima piega è quella che resta. In mezzo alla coppa c'è l'unico punto che deve restare piano: è la sede della pietra, e se la coppa si è mossa lì il castone non appoggia.
Castone rotante su perno
La corolla non è saldata alla fascia: è infilata su un perno e ribattuta dal retro, e resta libera di girare su sé stessa. Il ribattino si dà una volta sola, a freddo, sull'argento già lucidato: schiacciato poco il fiore balla e col tempo si sfila, schiacciato troppo stringe la lastra contro la fascia e il giro si blocca per sempre. Fra le due cose non c'è un colpo di prova, perché la testa del perno una volta allargata non si rialza — e sotto il martello c'è una coppa sottile che non deve incassare niente.
Martellatura
Il gambo viene battuto a martello finché la superficie non prende una texture irregolare. Nessun colpo è uguale al precedente, quindi nessun anello è uguale a un altro.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.