Il pendente Marte visto di fronte, appeso alla sua catena d'argento

Collezione Marte·Pendente

Pendente Marte in argento con corallo ovale e cinque diamanti su griffes d'oro

Cinque diamanti su griffes d'oro dentro ventidue millimetri d'argento brunito, intorno a un corallo ovale.

€700,00 PA221cor

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Il corallo è ovale e bombato, rosso pieno, levigato fino a non avere una faccetta: la luce non ci entra, ci scivola sopra. Intorno l'argento non chiude un cerchio regolare — è aperto a rami che si accavallano, come un pezzo di scoglio, e ogni vuoto ha una forma sua. I fondi restano anneriti, i rilievi sono tirati a lucido: il disegno viene avanti per contrasto. Fra i rami stanno quattro diamanti, ognuno sollevato dalle sue griffes d'oro giallo, e il quinto è più su, sul passante, che ripete lo stesso traforo. Dietro la sede resta aperta: il corallo si vede anche dal retro, accanto ai punzoni dell'argento e a una piastrina d'oro.

Sette grammi e dieci d'argento fanno tutto il corpo; l'oro è trentacinque centesimi di grammo e sta soltanto nelle cinque griffes, cioè nell'unico punto che tocca le pietre. I cinque diamanti naturali sommano tredici centesimi di carato, tagliati a brillante. Il ciondolo misura ventidue millimetri per diciassette: dentro quello spazio ci sono due metalli che sotto la fiamma non si comportano allo stesso modo e una pietra che al calore non si può avvicinare. Un ramo di corallo cresce di pochi millimetri l'anno, quindi il cabochon al centro è materia di anni. La catena che compare nelle fotografie è d'argento, a maglia forzatina, e finisce in un allungabile chiuso da una pallina di corallo.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

7,10 grammiArgento 925‰
0,35 grammiOro 18kt 750‰
0,13 carati Diamanti · quattro intorno al corallo, uno sul passante
Metalli
Argento 925‰, griffes in oro 18kt 750‰
Misure
Pendente 22 × 17 mm
Lavorazione
Completamente realizzato a mano nel laboratorio orafo dell'azienda: l'argento aperto a rami irregolari, brunito nei fondi e rilucidato sui rilievi, il corallo chiuso in una sede aperta sul retro, i cinque diamanti montati uno per uno su griffes d'oro giallo.

Le pietre

Corallo

Al centro del pendente

Taglio
Cabochon ovale
Nota
Naturale

I diamanti

Naturali. Posizione, taglio, carati, colore e purezza.

Quattro intorno al corallo, uno sul passante 0,13ct Brillante 5 diamanti naturali, totale · griffes in oro giallo
Veduta frontale ravvicinata: i quattro diamanti intorno al corallo e il quinto sul passante
Dettaglio del corallo ovale e delle griffes d'oro giallo che tengono i diamanti
Il traforo dell'argento a rami irregolari, con i fondi anneriti e i rilievi lucidi
Il retro: la sede aperta lascia vedere il corallo, accanto ai punzoni dell'argento e alla piastrina d'oro
Il pendente di tre quarti, dove si legge lo spessore del corpo traforato
Il pendente sospeso; a sinistra l'allungabile della catena, chiuso da una pallina di corallo
La catena distesa per intero, con moschettone, targhetta e allungabile
Veduta d'insieme, appoggiato a una pietra chiara
Su un legno spiaggiato: il rosso del corallo contro il grigio dell'argento brunito
Su fondo scuro, dove il contrasto fra fondi anneriti e bordi lucidi si legge meglio
Il pendente e la sua catena su fondo rosso

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Corallo
Il corallo non è un minerale: è lo scheletro calcareo di un animale che vive in colonia, e cresce di pochi millimetri l'anno. Non si sfaccetta: si sgrossa e si lucida fino a una superficie curva, perché ogni faccetta sarebbe materia levata a un ramo che non ricresce. E va difeso anche dopo: acidi, profumi e calore ne spengono il colore, e il colore perso non torna.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Oro e argento sullo stesso pezzo
L'argento fonde a una temperatura più bassa dell'oro e sotto la fiamma si ossida in fretta. Montare i due metalli sullo stesso pezzo vuol dire scaldare quel tanto che basta a far presa sulla saldatura senza affondare l'argento, e pulire il giunto prima che il nero della fiamma resti chiuso sotto l'oro.
Montatura a griffes
Le griffes sono unghiette d'oro che si piegano sulla pietra e la trattengono con pochi millimetri di metallo, senza nessun castone dietro. Vanno chiuse a freddo, una per volta, con la gemma già in sede: una griffe stretta troppo incide la pietra, una lasciata larga la perde, e fra le due non c'è molto margine.
Taglio brillante
Cinquantasette faccette calcolate perché la luce che entra dall'alto torni indietro dalla stessa parte. È il taglio che fa scintillare il diamante, e il motivo per cui un diamante mal tagliato resta spento.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.