Perla d'acqua dolce
Una per orecchino, appesa sotto la bocca del pesce
- Taglio
- Non tagliata
- Nota
- Tonde e bianche, diametro 8,27 mm; l'azienda non dichiara se siano coltivate o naturali
Collezione Creazioni in Argento·Orecchini·A tema marino: un pesce per orecchino, con il corpo inarcato e la coda ripiegata sul dorso
Trentacinque millimetri in tutto: un diamante grigio al posto dell'occhio, e la perla da 8,27 millimetri appesa alla bocca.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
Il pesce è preso nel momento in cui si piega su se stesso: il corpo sale dalla testa, si inarca all'indietro e la coda torna sopra il dorso, così che fra il dorso e la coda resta un vuoto ovale che si vede da parte a parte. Il dorso è coperto di scaglie sovrapposte, ognuna incisa dentro con righe sottili; la testa e il ventre non hanno scaglie ma una grana fitta, battuta a punzone, che li lascia opachi. Le pinne sono lastrine sottili con i raggi tirati a bulino, e alcuni raggi finiscono in un pallino lucido. L'argento è brunito: il nero è rimasto nei fondi e sotto le scaglie, mentre la curva della coda, i bordi delle pinne, il labbro e il castone sono stati rilucidati, e sono le sole cose chiare del pezzo. Al posto dell'occhio c'è un diamante grigio chiuso in un castone tondo d'argento: un cerchio lucido su una guancia scura, ed è lì che va lo sguardo prima ancora di riconoscere il pesce. Sotto la bocca, appesa a un anellino, pende una perla bianca d'acqua dolce. Dietro, il perno e la farfallina.
Trentacinque millimetri dal perno alla perla, otto grammi e sessanta d'argento a novecentoventicinque millesimi. Le perle sono d'acqua dolce e misurano otto millimetri e ventisette di diametro; l'azienda non dichiara se siano coltivate o naturali, e non lo aggiungiamo noi. I diamanti sono naturali, taglio brillante, uno per occhio, e il loro colore è grigio: otto centesimi di carato in tutto, come li dichiara l'azienda, che non precisa se il dato valga per un orecchino o per la coppia. Il grigio qui non è un ripiego. Su un argento brunito un diamante bianco farebbe un punto di luce estraneo al resto, mentre il grigio resta della stessa famiglia del metallo e si legge come uno sguardo invece che come una pietra. La perla è la parte tenera del pezzo: sta intorno al terzo grado di durezza, si riga con l'unghia e negli acidi si scioglie, quindi gli orecchini si mettono dopo il profumo e si tolgono per primi. E la farfallina è la parte che si perde: tiene per attrito, e l'attrito cala con gli anni.
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
Una per orecchino, appesa sotto la bocca del pesce
Naturali. Posizione, taglio, carati, colore e purezza.
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.