La coppia su seta bianca, i due quarzi citrini dentro l'incavo d'argento

Collezione Creazioni in Argento·Orecchini

Orecchini pendenti in argento a mandorla con quarzo citrino ovale sfaccettato

Sotto il citrino l'argento non è lucido ma satinato: è quello che gli tiene acceso il giallo.

€270,00 O5803qc

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

La sfera d'argento satinato sta sul lobo e non brilla: è il punto opaco da cui parte tutto il resto. Sotto, un nastro d'argento largo si piega a mandorla e si scava al centro, e la conca che ne esce è lasciata satinata mentre il bordo è stato rilucidato; un secondo nastro, sottile e a specchio, gli passa sopra incrociandolo e ne accompagna il contorno senza toccarlo. Nella conca, su quattro griffes, siede un quarzo citrino ovale sfaccettato. Il giallo è caldo e non uniforme: al centro della pietra si accende quasi in arancio, verso il bordo si fa miele chiaro, e nell'argento satinato dietro il colore rimbalza una seconda volta invece di perdersi. In basso il nastro largo finisce in una falce staccata dal corpo, affiancata dal filo sottile che si assottiglia fino alla punta.

Quarantacinque millimetri dal lobo alla punta, un centimetro e sette di larghezza. L'argento è a novecentoventicinque millesimi e pesa sette grammi e settanta: l'azienda dichiara quel numero una volta sola, senza dire se valga per un orecchino o per la coppia, e non lo decidiamo noi al posto loro. La forma non nasce dal seghetto ma dalla fusione: il modello si costruisce in cera, la cera si perde nello stampo, e una conca scavata con quel sottosquadro non si ottiene altrimenti. Il citrino è quarzo, come l'ametista che monta l'orecchino gemello, e il colore viene in tutti e due i casi dal ferro: cambia solo il modo in cui quel ferro sta chiuso nel reticolo. Il citrino naturale è raro e di solito pallido, e gran parte di quello in commercio nasce da ametista scaldata, che oltre una certa temperatura vira al giallo e non torna indietro — un trattamento antico e dichiarato, che non toglie niente alla pietra. L'azienda non dichiara il peso in carati, e non lo aggiungiamo noi.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

7,70 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Finitura
Satinata nell'incavo e sulla sfera, lucida sui nastri
Misure
Lunghezza con gancio 45 mm · larghezza 1,7 cm
Lavorazione
Fuso a cera persa e rifinito a mano: l'incavo lasciato satinato e i nastri rilucidati uno per uno, la pietra incassata a quattro griffes, il perno e la farfallina montati sul retro.

Le pietre

Quarzo citrino

Una pietra per orecchino, dentro l'incavo del nastro

Taglio
Ovale sfaccettato
Nota
Dichiarato dall'azienda come «pietra dura»; il peso in carati non è dichiarato
Veduta ravvicinata sulla seta: il giallo più acceso al centro della pietra
I due orecchini in piedi su una pietra bianca, visti di fronte
La coppia distesa: si vedono i perni e le due farfalline
Appesi a un ramo, con la falce in fondo libera di staccarsi dal corpo
Veduta di tre quarti sul ramo: la profondità della conca e il filo che la incrocia

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Fusione a cera persa
Il modello si costruisce in cera, si riveste di gesso refrattario e poi si scalda finché la cera cola via: resta un vuoto della forma esatta, e in quel vuoto si getta l'argento fuso. Per estrarre il pezzo lo stampo va rotto, quindi ogni fusione consuma sia la cera sia la forma, e il modello di partenza non esiste più. È il modo di ottenere quello che il seghetto e la lima non farebbero — nastri che si accavallano, sottosquadri, vuoti chiusi da ogni lato — ma se il metallo non arriva in fondo a un ramo sottile il pezzo esce monco, e non si aggiusta: si rifonde e si ricomincia dalla cera.
Quarzo citrino
Il citrino è quarzo, la stessa specie minerale del cristallo di rocca e dell'ametista: cambia solo quanto ferro ha dentro e come quel ferro sta nel reticolo. Il giallo di origine naturale è raro, e gran parte del citrino in commercio nasce ametista e diventa giallo in forno — un trattamento stabile, dichiarato nel commercio delle gemme, che a occhio non si riconosce. Al settimo grado di durezza regge l'uso quotidiano meglio di quasi ogni altra pietra di colore; ma la stessa cottura che gli dà il colore glielo può anche togliere, e una luce forte e continua o il calore di una fiamma vicina lo scaricano. Il giallo che se ne va non torna.
Chiusura a perno e farfallina
Il perno attraversa il lobo e dietro lo ferma una farfallina, due alette di metallo che si stringono da sole sul gambo. È la chiusura più semplice che esista, e proprio per questo va fatta bene: il perno deve essere saldato perpendicolare al corpo dell'orecchino, perché se parte anche di poco storto il pezzo pende di traverso sul lobo e non c'è modo di raddrizzarlo portandolo. La farfallina è invece la parte che si perde: tiene per attrito, e l'attrito cala con gli anni finché un giorno non trattiene più. Si controlla stringendola appena fra due dita, e quando ha smesso di fare resistenza si cambia — costa poco, e costa molto meno dell'orecchino.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.