Perla d'acqua dolce
Una per orecchino, appesa sotto la moneta
- Taglio
- Non tagliata
- Nota
- Tonde di contorno e piatte, diametro 15,17 mm; l'azienda non dichiara se siano coltivate o naturali, e il peso in carati non è dichiarato
Collezione Fiorino·Orecchini
Venti millimetri di fiorino riprodotto per orecchino, forato in cima e in fondo, e sotto una perla d'acqua dolce piatta come un disco.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
Ogni orecchino è fatto di due dischi appesi uno sotto l'altro. In alto c'è il fiorino, riprodotto in argento: sulla faccia che sta in fuori porta il giglio di Firenze a rilievo, con le tre punte aperte e i due riccioli che scendono ai lati, e attorno corre la scritta FLORENTIA, spezzata da una crocetta. Il fondo della moneta è scuro e il giglio viene avanti chiaro. Il tondello non è un disco preciso: il bordo ondeggia e in qualche punto rientra. Attorno alla moneta non c'è cornice: è forata in cima e in fondo, e nei due fori passano due anellini d'argento — quello di sopra la lega al gancio, quello di sotto tiene la perla. La perla d'acqua dolce è bianca, tonda di contorno ma piatta, poco più che un disco, infilata su un perno che si chiude sotto con una pallina; sulla superficie corrono i cerchi concentrici della madreperla, e le due non li hanno uguali. Voltando l'orecchino compare l'altra faccia del fiorino: san Giovanni Battista in piedi, con l'aureola e il bastone a croce, e attorno la scritta S·IOHANNES·B. Il gancio è a monachella, con la molla avvolta a spirale sotto la curva.
Sette grammi e novanta d'argento a novecentoventicinque millesimi. Il fiorino misura venti millimetri e cinque centesimi di diametro, la perla poco più di quindici, e dalla cima del gancio al fondo della perla l'orecchino arriva a cinquantasette millimetri e cinquantacinque. Il fiorino non è una moneta antica: è una riproduzione, eseguita in argento nel laboratorio dell'azienda. Quello vero è la moneta d'oro che Firenze comincia a battere nel 1252, con il giglio della città su una faccia e san Giovanni Battista sull'altra; qui c'è quel disegno, rifatto in argento e brunito perché il fiore e le lettere si stacchino dal fondo. Sul suo sito l'azienda la chiama «Moneta Fiorino» e scrive che il pezzo nasce nel proprio laboratorio, senza usare la parola riproduzione: la usiamo noi, perché è quello che è. Sulla misura della perla il sito si contraddice — quindici e diciassette in un punto, diciassette e quindici in un altro — e le fotografie danno ragione al primo dei due. Se le perle siano coltivate o naturali non è scritto da nessuna parte, e non lo scriviamo noi al posto loro. Vale per tutte una cosa sola: sono carbonato di calcio tenuto insieme da una sostanza organica, stanno intorno al terzo grado di durezza e negli acidi si sciolgono, quindi si mettono dopo il profumo e si tolgono per prime.
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
Una per orecchino, appesa sotto la moneta
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.