Veduta frontale: la cupola quadrata traforata, col diamante Princess nel castone al centro

Collezione Prestige·Anello·Lavorazione Fiorentina a rete

Anello Prestige in oro bianco e giallo, rete traforata con diamante Princess certificato GIA

Trenta centesimi di Princess al centro della rete, colore E, certificato GIA.

€6.070,00 A919b

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

La testa dell'anello è una cupola quadrata con gli angoli smussati, e non è piena: il metallo è traforato da parte a parte in una maglia fitta, e in molte di quelle maglie è incassato un brillante. Al centro corre una cornice a losanga in oro giallo, fatta di anellini tondi uno accanto all'altro, e dentro la losanga un diamante taglio Princess sta in un castone quadrato. Sulle due spalle, dove la cupola scende sul gambo, c'è una rosetta d'oro giallo con un diamante in mezzo; il gambo è inciso a bulino fin sotto il dito.

Tredici grammi e dieci di oro a diciotto carati, bianco per la rete e giallo per la losanga e le rosette. Il Princess al centro pesa trenta centesimi di carato, colore E e purezza VVS2, e per quei due dati c'è un rapporto GIA. I brillanti incassati nel traforo fanno cinquantun centesimi in tutto, colore F-G e purezza VVS. Sotto la cupola non c'è fondo: guardando l'anello di taglio si vede attraverso.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

13,10 grammiOro bianco 18kt 750‰ con inserti in oro giallo
0,30 carati Diamanti · centrale
0,51 carati Diamanti · nel traforo a rete
Metalli
Oro bianco 18kt 750‰ con inserti in oro giallo
Stile
Lavorazione Fiorentina a rete
Lavorazione
Completamente realizzato in modo artigianale, con incisione a bulino.

I diamanti

Naturali. Posizione, taglio, carati, colore e purezza.

Centrale 0,30ct Princess E-VVS2Diamante naturale · certificato GIA
Nel traforo a rete 0,51ct Brillante F-G · VVSDiamanti naturali, carati in totale

Certificato Diamante centrale certificato GIA

Dettaglio ravvicinato della maglia traforata e della cornice a losanga in oro giallo
La sommità vista dall'alto, coi brillanti incassati nei vuoti della rete
Il castone quadrato del Princess, fra gli anellini d'oro giallo della losanga
Primo piano della cupola: la trama fitta dei vuoti e delle pietre
Tre quarti dall'alto: la cupola e il gambo che scende
L'anello in piedi: le rosette in oro giallo sulle spalle
Tre quarti da sinistra, con tutto il gambo in vista
Frontale in asse: l'altezza della cupola e il cerchio della fascia
Da dietro, di tre quarti: quanto la cupola sporge oltre il gambo
Ripresa dall'alto e da dietro: la sommità e l'anello della fascia
L'interno: il traforo passa da parte a parte, e sotto la cupola il metallo è inciso
L'anello al dito, visto dall'alto
L'anello al dito, di tre quarti: quanto si alza dalla mano

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Traforo
Il metallo viene forato e poi ritagliato dall'interno con un seghetto sottilissimo, finché la lastra piena diventa un disegno di vuoti. È una lavorazione che non ammette un secondo tentativo: quello che si toglie non torna.
Lavorazione a rete
Il traforo non fa un buco solo: ne fa una maglia regolare, e ogni maglia deve reggere il peso delle altre. Sbagliare un taglio significa indebolire tutta la rete.
Incisione a bulino
Il bulino è uno scalpellino da orafo che si spinge a mano. Non graffia: solleva un truciolo di metallo e lascia un solco netto che riprende la luce. È il segno che da cinque secoli distingue la scuola orafa fiorentina.
Due ori sullo stesso pezzo
Bianco e giallo hanno durezze e temperature di saldatura diverse: montarli insieme vuol dire lavorare due metalli che non reagiscono allo stesso modo sotto la fiamma, e farli combaciare senza che il giunto si veda.
Taglio Princess
Un taglio quadrato con le faccette del brillante. Nasce negli anni Settanta per sprecare meno grezzo: da un ottaedro se ne ricava molto più che da un rotondo, dove gli spigoli finiscono in polvere. Il punto debole sono gli angoli, che restano vivi: è lì che una botta scheggia la pietra, e per questo il castone la prende sui quattro lati.
Taglio brillante
Cinquantasette faccette calcolate perché la luce che entra dall'alto torni indietro dalla stessa parte. È il taglio che fa scintillare il diamante, e il motivo per cui un diamante mal tagliato resta spento.
Certificazione GIA
Il Gemological Institute of America è il laboratorio che negli anni Cinquanta ha definito la scala dei colori e delle purezze usata oggi in tutto il mondo. Un rapporto GIA non è una garanzia del venditore: è la misura di un terzo che non ha interesse nella vendita.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.