La corolla d'argento vista dall'alto, il peridoto tondo al centro del fondo annerito

Collezione Fiore d'Inverno·Anello

Anello Fiore d'Inverno in argento annerito con peridoto

Dodici grammi e mezzo d'argento, con la corolla annerita dentro perché il verde si stacchi

€180,00 AA104per

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Una corolla d'argento incavata da una lastra sola, con il bordo lasciato ondulato e lucido. Dentro è nera: la coppa è sabbiata e poi annerita, e i solchi che partono dal centro ci restano dentro scuri, uno accanto all'altro. In mezzo, in un castone tondo lucido, un peridoto sfaccettato di un verde che ha dentro il giallo. Il gambo è una fascia sola, battuta fino a una superficie irregolare; dietro, il rovescio del fiore è lasciato grezzo, porta il punzone dell'argento e il castone è forato sul fondo, così guardando dentro l'anello si vede la punta della pietra.

Dodici grammi e mezzo di argento 925, un grammo esatto in più del fratello con la corolla smaltata di verde: lì il colore lo mette il vetro, qui lo mette il nero che resta nei fondi dopo che il panno ha rilucidato i rilievi. Il peridoto è la parte delicata del pezzo — sta più in basso dei quarzi sulla scala delle durezze — e in un castone chiuso va assestato premendo poco per volta. Il laboratorio non dichiara né il peso in carati della pietra né il diametro del fiore.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

12,50 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Finitura
Interno sabbiato e annerito, contorno lucido
Lavorazione
Completamente realizzato a mano nel laboratorio orafo dell'azienda.

Le pietre

Peridoto

Al centro della corolla

Taglio
Tondo sfaccettato
Nota
Peridoto naturale, in castone chiuso forato sul fondo. Peso in carati non dichiarato
Tre quarti dall'alto: il bordo ondulato lucido e i solchi che partono dal centro
Il fiore fra rami secchi, il castone lucido stretto attorno alla pietra verde
Veduta ravvicinata di lato: la coppa incavata e il gambo che scende
L'anello appoggiato ai rami, la corolla vista di scorcio
Tre quarti di lato: lo spessore della coppa e il gambo dalla superficie battuta
Veduta frontale con l'anello in piedi: quanto il fiore sporge dal dito
Profilo laterale, tutto il gambo in argento dalla texture irregolare
Il rovescio: il punzone dell'argento, il fondo grezzo della corolla e il castone forato che lascia vedere la pietra
L'anello indossato: la corolla copre la falange

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Corolla in lastra unica
La corolla non è un montaggio di petali: è una lastra sola, incavata fino a farne una coppa bassa e lasciata irregolare sul bordo, con le pieghe che partono dal centro e vanno verso fuori. Il bordo ondulato non si corregge due volte — l'argento tirato non torna indietro — quindi la prima piega è quella che resta. In mezzo alla coppa c'è l'unico punto che deve restare piano: è la sede della pietra, e se la coppa si è mossa lì il castone non appoggia.
Sabbiatura
Un getto di sabbia finissima opacizza il metallo e lo rende vellutato al tatto. Qui è usata all'interno, in contrasto con il contorno lasciato lucido.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Martellatura
Il gambo viene battuto a martello finché la superficie non prende una texture irregolare. Nessun colpo è uguale al precedente, quindi nessun anello è uguale a un altro.
Peridoto
Il peridoto è olivina, e il verde non gli viene da un trattamento: è ferro, dentro il cristallo da quando si è formato. Per questo il colore non dipende da come lo si gira — non ha un asse buono e uno cattivo — e resta sempre quel verde con dentro una nota gialla che nessun'altra gemma ripete uguale. La difficoltà sta nel montarlo: fra sei e mezzo e sette sulla scala delle durezze è più tenero dei quarzi, teme gli acidi e gli sbalzi di temperatura, e ha quasi sempre inclusioni che il calore dell'attrito può aprire. Si lucida bagnandolo e fermandosi spesso, e il castone si chiude premendo poco per volta: la forza che assesta un quarzo, su un peridoto è già troppa.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.