L'anello di tre quarti, appoggiato al bordo di una pietra chiara: la maglia d'argento e i vuoti che la aprono.

Collezione Marte·Anello

Anello fede Marte in argento a fascia diritta, forata su due file di vuoti larghi

Otto grammi e trenta d'argento bucato da parte a parte: al dito la pelle si vede attraverso i vuoti.

€150,00 AA175

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

La fascia è diritta: sale della stessa altezza per tutto il giro, senza cupola e senza una parte davanti, e qualunque punto si porti sopra il dito il disegno è lo stesso. La superficie non è incisa, è bucata: i vuoti passano da parte a parte, e al dito si vede la pelle attraverso l'anello. Sono vuoti larghi, tondeggianti ma mai tondi, di misure diverse, e si dispongono su due file sovrapposte, separate da un cordolo di metallo che ondeggia e non tiene mai la stessa quota. Quello che resta dell'argento è una maglia di cordoli spessi, rilucidati sopra, mentre i fondi e gli spigoli dentro i vuoti restano neri. Anche i due bordi non sono tagliati diritti: seguono i vuoti e si smerlano. Dentro invece la parete è spianata, e contro il dito resta liscia.

Otto grammi e trenta d'argento a novecentoventicinque millesimi, e stanno tutti nella maglia. Qui i vuoti sono pochi e larghi — non il campo fitto di forellini piccoli della fascia alta della stessa collezione — quindi di metallo ne resta poco, e quel poco deve bastare a reggere il cerchio da solo. Su un traforo il pieno che avanza fra un vuoto e l'altro è insieme il disegno e la struttura: dove se ne toglie un po' troppo l'anello cede proprio lì, e quello che si toglie non torna. L'azienda lo propone sia da donna sia da uomo. Il cofanetto è compreso, e su richiesta lo stesso modello si esegue in oro.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

8,30 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Finitura
Brunita nei fondi, lucida sui rilievi
Lavorazione
Realizzato in modo artigianale nel laboratorio orafo dell'azienda. Su richiesta lo stesso modello si esegue in oro.
Veduta dall'alto sul piano di marmo: si contano le due file di vuoti e i bordi che si smerlano.
L'anello in piedi su una pietra, la parete vista di fronte: attraverso i vuoti si guarda da parte a parte.
L'anello visto di fronte: dentro il cerchio compare la parete opposta, spianata all'interno.
L'anello ritto fra schegge di pietra chiara: l'altezza contenuta della fascia vista di lato.
L'anello al dito, ripreso di lato da vicino: la pelle passa attraverso i vuoti.
L'anello al dito visto dall'alto: il disegno gira uguale su tutto il cerchio.
La mano distesa: quanto occupa la fascia sulla falange.
L'anello portato, da un'altra angolazione: i cordoli chiari sopra i fondi neri.

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Vuoti irregolari
In un traforo geometrico l'errore si misura sul modulo che si ripete; qui non c'è modulo, e ogni vuoto va deciso mentre si apre. Il rischio si sposta: non che una maglia venga storta, ma che in un punto il pieno resti troppo sottile, e il pezzo ceda proprio da lì. Chi lo esegue tiene insieme due cose che vanno in direzioni opposte, un contorno che deve sembrare casuale e uno spessore che deve reggere.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione. Lo stesso modello può essere realizzato in oro.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.