Collezione Marte·Anello
Anello Marte da uomo in argento, cupola forata a sommità piatta
Dodici grammi e quarantacinque d'argento in una cupola cava, tagliata piatta in cima.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
Sopra il dito l'anello si alza in una cupola larga, e la cupola non è piena: è un guscio d'argento bucato da vuoti tondi e ovali di misure diverse, tenuti insieme dai cordoli di metallo che avanzano fra l'uno e l'altro. In cima però il guscio non finisce a punta né a calotta — è tagliato piatto, in un piano ovale, e quel piano è la prima cosa che si vede quando la mano è ferma. Da sotto si guarda dentro e non c'è niente: la parete è sola, e la luce che entra dai vuoti di un lato esce da quelli dell'altro. La fascia che regge tutto questo è invece stretta e liscia, e passa sotto il dito senza ingombro. Fuori il metallo è rilucidato sui cordoli, dentro e nei fondi resta scuro.
Dodici grammi e quarantacinque d'argento a novecentoventicinque millesimi, e stanno tutti nel guscio e nella fascia: la cupola è alta e larga ma non pesa quanto sembra, perché è vuota. È la ragione per cui un anello di questo ingombro si porta, e insieme la ragione per cui è difficile da fare — dietro la parete non c'è niente che sostenga il metallo mentre lo si apre, e il pieno che resta fra un vuoto e l'altro è tutta la struttura che l'anello ha. La sommità piatta è dichiarata dall'azienda ed è quello che lo separa dagli altri Marte in argento, che sono lo stesso disegno con la cupola tonda o con la fascia diritta. L'azienda lo dichiara anello da uomo. Il cofanetto è compreso, e su richiesta lo stesso modello si esegue in oro.
La materia
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
- Metalli
- Argento 925‰
- Finitura
- Brunita nei fondi, lucida sui rilievi
- Lavorazione
- Realizzato in modo artigianale nel laboratorio orafo dell'azienda. Su richiesta lo stesso modello si esegue in oro.
Come è fatto
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
- Vuoti irregolari
- In un traforo geometrico l'errore si misura sul modulo che si ripete; qui non c'è modulo, e ogni vuoto va deciso mentre si apre. Il rischio si sposta: non che una maglia venga storta, ma che in un punto il pieno resti troppo sottile, e il pezzo ceda proprio da lì. Chi lo esegue tiene insieme due cose che vanno in direzioni opposte, un contorno che deve sembrare casuale e uno spessore che deve reggere.
- Brunitura
- L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Fatto su di voi
Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione. Lo stesso modello può essere realizzato in oro.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Della stessa famiglia
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.










