L'anello in piedi su una pietra chiara: la fascia traforata fra i due bordi rigati

Collezione Rinascimento·Anello·Stile Fiorentino, traforo a foglie d'acanto

Anello fascia fedina in argento traforato a foglie d'acanto incise a bulino

Sei grammi d'argento, nessuna pietra, e fra una foglia e l'altra si vede attraverso l'anello.

€300,00 AA278F

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

La fascia non è piena: fra una foglia e l'altra il metallo è stato tolto fino in fondo, e l'anello si guarda attraverso. Il disegno è un tralcio d'acanto che gira tutt'intorno senza inizio né fine — foglie arricciate che si accavallano, ognuna rialzata dal fondo e poi rigata a bulino con solchi paralleli che ne seguono la piega, così la luce le prende una nervatura per volta. Sopra e sotto il campo è chiuso da due bordi piani, incisi a righe fitte, e fra il bordo e il traforo corre una fila di grani minuti, tutti della stessa misura. Dentro non c'è niente da nascondere: dall'interno si vedono gli stessi vuoti, con i tagli lasciati netti.

Sei grammi d'argento a novecentoventicinque millesimi, e nessuna pietra. Non c'è altro da guardare che il metallo, quindi quello che l'anello è sta tutto in quanto gliene hanno tolto e in come gliene hanno tolto. Il fondo fra le foglie si apre col seghetto e ogni taglio è definitivo; l'argento poi è più tenero dell'oro, e sotto il bulino perdona meno — il solco si allarga se la mano preme un grammo di troppo, e su una fascia già traforata non c'è spessore da recuperare. Lo stesso anello il laboratorio lo esegue anche in oro e in coppia coordinata, una fascia più larga e una più stretta, che si portano come fedi di fidanzamento.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

6,00 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Stile
Stile Fiorentino, traforo a foglie d'acanto
Finitura
Lucida
Lavorazione
Realizzato a mano nel laboratorio orafo dell'azienda col traforo, lo sbalzo, il cesello e l'incisione a bulino: il fondo fra le foglie tagliato via da parte a parte, le foglie alzate a rilievo e rigate a bulino, i due bordi incisi a righe parallele e separati dal campo da una fila di grani. Su richiesta lo stesso anello si esegue in oro, e in coppia coordinata.
Dettaglio del tralcio d'acanto: le foglie alzate a rilievo e rigate a bulino
L'anello di fronte: attraverso il traforo si vede da parte a parte
L'anello coricato di tre quarti, con l'interno della fascia in vista
La fascia di lato: la fila di grani minuti fra il bordo e il campo traforato
L'anello appoggiato sul bordo della pietra, ripresa d'insieme
Veduta da lontano, per il rapporto fra l'altezza della fascia e il disegno
Ripresa dall'alto: il giro continuo del tralcio, senza inizio né fine
L'anello indossato: la fascia al dito e la profondità del traforo
Le due fasce coordinate per Lui e per Lei affiancate: questa scheda riguarda un anello solo

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Traforo
Il metallo viene forato e poi ritagliato dall'interno con un seghetto sottilissimo, finché la lastra piena diventa un disegno di vuoti. È una lavorazione che non ammette un secondo tentativo: quello che si toglie non torna.
Incisione a bulino
Il bulino è uno scalpellino da orafo che si spinge a mano. Non graffia: solleva un truciolo di metallo e lascia un solco netto che riprende la luce. È il segno che da cinque secoli distingue la scuola orafa fiorentina.
Sbalzo e cesello
Lo sbalzo alza il rilievo battendo il metallo dal rovescio; il cesello lo finisce dal davanti, con punte che non tagliano ma spostano. Si lavora su una lastra che deve cedere quanto basta e non di più: un colpo troppo forte l'assottiglia dall'altra parte, e dove il metallo è già traforato quel punto non si rinforza più.
Perlinatura del bordo
Lungo il filo del bordo si spinge a mano una rotella d'acciaio con la gola tonda: a ogni giro solleva il metallo in una fila di grani tutti uguali, che non sono applicati ma tirati fuori dalla lastra stessa. La rotella va tenuta alla stessa profondità e alla stessa distanza dal ciglio per tutto il giro — se rallenta i grani si allungano, se sbanda entra nel campo inciso, e un grano mancato non si rifà da capo, perché in quel punto il metallo è già stato tirato via.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.