L'anello di tre quarti su una pietra bianca: l'ametista nel castone d'oro sopra il traforo di foglie in argento

Collezione Rinascimento·Anello·Lavorazione Fiorentina, disegno a foglie

Anello Rinascimento in argento e oro con ametista ovale e diamanti grigi, traforo a foglie

Quattro barrette d'oro con cinquantaquattro centesimi di carato di diamanti grigi, sopra un traforo di foglie in argento.

€2.030,00 A915bam

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

La fascia è larga e bombata, e non è piena: il corpo in argento è traforato a foglie, e su ogni foglia le nervature sono incise a bulino. Al centro, in un castone d'oro dal bordo perlinato, sta un'ametista ovale posata per il lungo nel senso della fascia, non del dito. Dal castone partono quattro barrette d'oro che scavalcano il traforo verso i quattro angoli della fascia e scendono sui fianchi: su ognuna corre una fila di diamanti grigi. Dentro, l'anello torna liscio, perché quella è la parte che sta sul dito.

L'oro a diciotto carati pesa tre grammi e novanta, e non fa la struttura: fa il castone, le quattro barrette e il bordo della fascia. Tutto il resto — il corpo, il traforo, le foglie — è argento, ed è l'argento che qui riceve il bulino. I diamanti grigi sono naturali, tagliati a brillante, e sommano cinquantaquattro centesimi di carato: sono tanti e piccoli, distribuiti su quattro file, e il grigio sta accanto al viola dell'ametista senza contendergli il colore.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

Argento 925‰
3,90 grammiOro 18kt 750‰
0,54 carati Diamanti · sulle quattro barrette d'oro che partono dal castone
Metalli
Argento 925‰ e oro 18kt 750‰
Stile
Lavorazione Fiorentina, disegno a foglie
Lavorazione
Completamente realizzato a mano: il traforo e l'incisione a bulino sul corpo in argento, il castone e le quattro barrette in oro montati sopra, i diamanti incastonati uno per uno.

Le pietre

Ametista

Centrale, nel castone d'oro dal bordo perlinato

Taglio
Ovale
Nota
Naturale

I diamanti

Naturali. Posizione, taglio, carati, colore e purezza.

Sulle quattro barrette d'oro che partono dal castone 0,54ct Brillante Diamanti grigi naturali, totale

Certificato Certificato di autenticità e garanzia · confezione regalo

La fascia vista dall'alto: le quattro barrette d'oro coi diamanti grigi che partono dagli angoli del castone
Veduta di tre quarti con la fascia: il traforo a foglie continua sui fianchi
L'anello di profilo: l'altezza della cupola traforata e l'interno liscio della fascia
Dettaglio del bordo perlinato del castone d'oro e delle nervature incise sulle foglie
Il retro del gioiello e l'interno dell'anello, lucido e senza traforo
L'anello al dito: quanto spazio occupa la fascia larga

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Traforo
Il metallo viene forato e poi ritagliato dall'interno con un seghetto sottilissimo, finché la lastra piena diventa un disegno di vuoti. È una lavorazione che non ammette un secondo tentativo: quello che si toglie non torna.
Incisione a bulino
Il bulino è uno scalpellino da orafo che si spinge a mano. Non graffia: solleva un truciolo di metallo e lascia un solco netto che riprende la luce. È il segno che da cinque secoli distingue la scuola orafa fiorentina.
Oro e argento sullo stesso pezzo
L'argento fonde a una temperatura più bassa dell'oro e sotto la fiamma si ossida in fretta. Montare i due metalli sullo stesso pezzo vuol dire scaldare quel tanto che basta a far presa sulla saldatura senza affondare l'argento, e pulire il giunto prima che il nero della fiamma resti chiuso sotto l'oro.
Taglio brillante
Cinquantasette faccette calcolate perché la luce che entra dall'alto torni indietro dalla stessa parte. È il taglio che fa scintillare il diamante, e il motivo per cui un diamante mal tagliato resta spento.
Ametista
L'ametista è quarzo viola, e il viola non viene da un pigmento: viene da qualche atomo di ferro finito nel reticolo al posto del silicio e poi colpito dalla radiazione naturale della roccia. Per questo il colore non è quasi mai steso uniforme — si dispone a zone e a fasce, più carico da una parte e più chiaro dall'altra — e orientare bene la pietra sotto la mola serve proprio a distribuirlo. È dura come il citrino, settimo grado, e si porta tutti i giorni senza riguardi verso i graffi; ma quel viola è la cosa più delicata che ha. Una luce forte e continua lo sbiadisce, e il calore lo cancella del tutto: un'ametista scaldata abbastanza diventa gialla, ed è così che nasce buona parte del citrino in commercio. Il viola perso non torna.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.