I due orecchini di fronte: al centro il quarzo citrino tondo nel castone d'oro giallo, intorno il corpo d'argento brunito e i diamanti nelle sedi d'oro.

Collezione Marte·Orecchini

Orecchini Marte in argento e oro con quarzo citrino e diamanti

Due quarzi citrini a scacchiera, otto carati in tutto, su argento brunito.

€2.770,00 O541qb

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Il corpo dell'orecchino è argento brunito: una lastra bucata e scavata, con i rilievi lucidi e i fondi rimasti neri. Al centro, dentro un castone d'oro giallo, sta un quarzo citrino tondo tagliato a scacchiera — il reticolo di quadretti che si vede sulla corona della pietra. Il citrino è un quarzo, giallo per natura: il commercio a volte lo chiama topazio, ma il topazio è un altro minerale. Sul metallo scuro, intorno alla pietra, i diamanti sono fermati uno per uno in piccole sedi d'oro.

I due quarzi citrini fanno otto carati in tutto. I diamanti naturali, taglio brillante e colore grigio, arrivano a quarantuno centesimi. L'argento a novecentoventicinque millesimi pesa undici grammi e dieci, l'oro giallo a diciotto carati sette e sessanta: l'argento fa il corpo, l'oro tiene le pietre. Ogni orecchino misura venti millimetri per ventitré e si chiude con un perno e una staffa a omega.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

7,60 grammiOro giallo 18kt 750‰
11,10 grammiArgento 925‰
8,00 carati Quarzo citrino · scacchiera
0,41 carati Diamanti · intorno alla pietra, sul corpo d'argento
Metalli
Oro giallo 18kt 750‰ · Argento 925‰
Misure
20 × 23 mm
Lavorazione
Realizzati a mano. Corpo in argento traforato, brunito sui fondi e lucidato sui rilievi; castoni e sedi delle pietre in oro giallo.

Le pietre

Quarzo citrino

Al centro di ogni orecchino

Taglio
Scacchiera
Carati
ct 8,00
Nota
Totale delle due pietre

I diamanti

Naturali. Posizione, taglio, carati, colore e purezza.

Intorno alla pietra, sul corpo d'argento 0,41ct Brillante Diamanti naturali di colore grey · totale
Il retro dei due orecchini, con il perno e la staffa a omega in oro e il punzone 750 sull'argento traforato.
Veduta di tre quarti: si vedono lo spessore del corpo d'argento e la staffa a omega aperta.
Ripresa su una scorza di legno: il reticolo del taglio a scacchiera sulla corona delle due pietre.
Dettaglio ravvicinato: i diamanti fermati uno per uno in piccole sedi d'oro, fra i vuoti dell'argento.
L'orecchino portato all'orecchio, che ne mostra la misura reale: venti millimetri per ventitré.
I due orecchini accanto all'anello Marte della stessa serie, che non è compreso.

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Oro e argento sullo stesso pezzo
L'argento fonde a una temperatura più bassa dell'oro e sotto la fiamma si ossida in fretta. Montare i due metalli sullo stesso pezzo vuol dire scaldare quel tanto che basta a far presa sulla saldatura senza affondare l'argento, e pulire il giunto prima che il nero della fiamma resti chiuso sotto l'oro.
Taglio a scacchiera
Sulla corona le faccette non convergono verso una punta: si incrociano in una griglia di quadrati, come una scacchiera. È un taglio che non cerca la scintilla ma la profondità del colore, e per questo si usa sui quarzi e sulle gemme dove il colore è il soggetto.
Taglio brillante
Cinquantasette faccette calcolate perché la luce che entra dall'alto torni indietro dalla stessa parte. È il taglio che fa scintillare il diamante, e il motivo per cui un diamante mal tagliato resta spento.
Quarzo citrino
Il citrino è quarzo, la stessa specie minerale del cristallo di rocca e dell'ametista: cambia solo quanto ferro ha dentro e come quel ferro sta nel reticolo. Il giallo di origine naturale è raro, e gran parte del citrino in commercio nasce ametista e diventa giallo in forno — un trattamento stabile, dichiarato nel commercio delle gemme, che a occhio non si riconosce. Al settimo grado di durezza regge l'uso quotidiano meglio di quasi ogni altra pietra di colore; ma la stessa cottura che gli dà il colore glielo può anche togliere, e una luce forte e continua o il calore di una fiamma vicina lo scaricano. Il giallo che se ne va non torna.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni pezzo esce dal banco su ordinazione: misure e dettagli si concordano prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.