Morganite
Al centro, dentro il castone a lastra aperto sul fondo
- Taglio
- Cabochon ovale
- Nota
- Dichiarata naturale dall'azienda; misure e peso in carati non dichiarati
Collezione Creazioni in Argento·Anello·Castone a lastra su fondo aperto con filo avvolto
Undici grammi e dieci d'argento attorno a una morganite alta e bombata: il rosa si vede perché la pietra è spessa.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
Il rosa è pallido e non è steso uniforme: dentro la cupola corrono velature bianche e qualche filo appena più caldo, che cambiano posto appena la mano si muove. La luce non torna a scintille — resta sulla superficie curva in un riflesso solo, lungo, che scivola da un capo all'altro dell'ovale. La pietra è alta e bombata, sgrossata e lucidata senza una faccetta, e da sola copre quasi tutta la larghezza della falange. A tenerla c'è una lastra d'argento chiusa su tutto il contorno, ma sotto non c'è fondo: il castone è aperto, e da dietro si vede la base piatta della gemma per intero. Attorno alla lastra corre un secondo filo d'argento tondo, che gira parallelo al bordo a distanza costante e finisce in due palline appoggiate una accanto all'altra. Il gambo è liscio e lucido, e prima di arrivare sotto il castone si apre in due bracci.
Undici grammi e dieci d'argento a novecentoventicinque millesimi, e quasi tutti stanno nel castone e nel filo che gli gira attorno: il gambo, in confronto, è sottile. La morganite è berillo, la stessa specie minerale dello smeraldo e dell'acquamarina, e il rosa le viene dal manganese entrato nel reticolo mentre il cristallo cresceva. È un colore che si vede per lo spessore che la luce attraversa: su una pietra sottile sparirebbe, e per questo la morganite si taglia grande, oppure si sgrossa a cabochon come qui, dove la cupola le dà tutto lo spessore che serve. Alla durezza il berillo sta fra il sette e mezzo e l'otto e regge l'uso di ogni giorno, ma dentro può avere velature e fratture — qui se ne vedono contro luce — e su quelle un colpo secco fa più danno di quanto la durezza lasci prevedere. Le misure della pietra e il peso in carati non sono dichiarati dall'azienda, e non li aggiungiamo noi.
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
Al centro, dentro il castone a lastra aperto sul fondo
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.