L'anello di tre quarti su una pietra chiara, l'onice rivolto in alto

Collezione Marte·Anello

Anello Marte in argento a spalle forate con onice nero rettangolare a piramide

Tredici grammi e ottanta d'argento, e un onice nero da tredici millimetri tagliato a quattro piani.

€250,00 AA210

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Al centro c'è un onice nero rettangolare, e non è a cupola: dai quattro lati del contorno salgono quattro piani lucidati che si incontrano in una punta, così la pietra ha una cresta e quattro riflessi diversi che cambiano appena la mano gira. La tiene un castone d'argento a lastra liscia, con il bordo lasciato irregolare come se fosse stato scavato. Sotto, l'anello si allarga in due spalle molto larghe, e non sono piene: sono bucate da crateri tondi di diametri diversi, con i bordi in rilievo e i fondi anneriti. I fori passano da parte a parte, e guardando dentro l'anello si vede la luce che entra da sopra. La fascia interna invece è liscia e lucida, l'unica superficie continua del pezzo.

Tredici grammi e ottanta d'argento a novecentoventicinque millesimi, che per un anello sono molti: stanno quasi tutti nelle due spalle, che restano spesse anche dove i crateri le attraversano. È quello spessore a reggere i fori — su una parete cava il metallo che avanza fra un vuoto e l'altro è tutta la struttura che c'è, e dove se ne toglie troppo la parete cede proprio lì. L'onice misura tredici millimetri per undici e ottanta ed è pietra naturale: una varietà di calcedonio, cioè quarzo cresciuto in fibre così fitte che il cristallo singolo non si distingue. Il nero non lascia entrare la luce, la rimanda tutta dalla superficie, e per questo la pietra si legge da lontano quanto da vicino.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

13,80 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Finitura
Brunita nei fondi dei crateri, lucida sui rilievi
Lavorazione
Realizzato in argento 925‰ e rifinito a mano nel laboratorio orafo dell'azienda.

Le pietre

Onice

Al centro, dentro un castone a lastra liscia

Taglio
Rettangolare, a piramide
Nota
Pietra naturale, nera · 13 × 11,80 mm
La stessa veduta più ravvicinata: il castone a lastra e il bordo irregolare del contorno
L'anello appoggiato su un ramo secco, veduta dall'alto
Veduta laterale sul legno: il vuoto sotto la testa e la spalla forata
La pietra quasi frontale contro il legno scuro
L'onice di scorcio, con i quattro piani presi dalla luce radente
L'anello frontale su fondo chiaro, la punta della pietra al centro
Dettaglio del castone e dei crateri della spalla, uno accanto all'altro
Veduta di profilo: come il metallo sale dalla fascia alla testa
La spalla vista di fianco, i crateri passanti uno dietro l'altro
L'anello in piedi visto di fronte, con il cerchio interno liscio
Tre quarti dall'alto: l'ingombro della testa sopra la fascia
L'interno dell'anello: la luce passa attraverso i fori della spalla
La testa vista da sotto, il rovescio del castone
L'anello coricato sulla pietra chiara, la punta rivolta a sinistra
L'anello al dito, la pietra rivolta verso chi guarda
Al dito di tre quarti: si vede lo spessore della spalla
Al dito da un'altra angolazione, con la mano rilassata
L'anello indossato a mano chiusa, i quattro piani della pietra in luce

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Vuoti irregolari
In un traforo geometrico l'errore si misura sul modulo che si ripete; qui non c'è modulo, e ogni vuoto va deciso mentre si apre. Il rischio si sposta: non che una maglia venga storta, ma che in un punto il pieno resti troppo sottile, e il pezzo ceda proprio da lì. Chi lo esegue tiene insieme due cose che vanno in direzioni opposte, un contorno che deve sembrare casuale e uno spessore che deve reggere.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Taglio a piramide
La pietra non è a cupola e non è sfaccettata a corona: dal contorno rettangolare salgono quattro piani che si incontrano in una punta sola, come un tetto a quattro falde. Ognuno va lucidato a specchio e ognuno riflette per conto suo, perciò il nero cambia a ogni movimento della mano invece di restare fermo. La difficoltà sono i quattro spigoli: partono dagli angoli del rettangolo e devono arrivare tutti nello stesso punto, con la stessa pendenza. Si ottengono per abrasione, cioè togliendo, e uno spigolo tirato più basso degli altri sposta la punta fuori centro; da lì non si torna indietro, perché per pareggiarlo bisognerebbe abbassare anche gli altri tre, e la pietra è già alla misura del castone.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.