Rubino
Al centro, nelle griffe d'oro
- Taglio
- Cabochon ovale
- Carati
- ct 0,40
- Nota
- Pietra unica
Collezione Marte·Anello
Un rubino cabochon da quaranta centesimi e otto diamanti grigi, su quattordici grammi e ottanta d'argento aperto a vuoti irregolari.
Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.
Il corpo dell'anello è argento brunito, aperto da vuoti che non si ripetono mai uguali: tondi e ovali di misure diverse che passano da parte a parte, i fondi lasciati neri e i rilievi rilucidati. Non è una fascia: è una massa irregolare che si allarga in quattro braccia sopra il dito, e il traforo scende anche sui fianchi. Al centro sta il rubino, un cabochon ovale rosso lucidato senza una faccetta — la luce non entra, resta sulla cupola — chiuso da quattro griffe d'oro giallo. Intorno, sul metallo scuro, gli otto diamanti grigi non fanno corona: stanno sparsi, ognuno nelle sue griffe d'oro, a distanze diverse dal centro, e due arrivano fin sulle punte delle braccia. Da dietro il corpo è vuoto: si vedono i nastri d'argento che lo tengono e i fori che lo attraversano. In basso la fascia torna liscia.
Il rubino è di quaranta centesimi di carato. Gli otto diamanti naturali di colore grigio, taglio brillante, fanno sessantasette centesimi in tutto — poco più di otto centesimi l'uno, e messi insieme pesano più della pietra al centro. L'argento a novecentoventicinque millesimi pesa quattordici grammi e ottanta, l'oro giallo a diciotto carati novanta centesimi: quindici grammi e settanta in mano, e l'oro sta solo dove deve tenere qualcosa — il castone del rubino e le griffe dei diamanti.
Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.
Al centro, nelle griffe d'oro
Naturali. Posizione, taglio, carati, colore e purezza.
Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.
Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.
Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi
Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.
Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.
Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.
Due modi di cercare quello che somiglia a questo.