L'anello visto di fronte: la perla bianca in cima, le quattro braccia d'argento che la trattengono e la fascia forata sotto

Collezione Marte·Anello

Anello Marte in argento brunito e oro con perla bianca tonda e quattro diamanti

Dieci grammi e quarantacinque d'argento scavati a crateri, e quattro diamanti in castoni d'oro attorno alla perla.

€590,00 AA233bp

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

La perla sta in cima, bianca e tonda, con un riflesso che scorre sopra il grigio-rosa. La tengono quattro braccia d'argento che salgono dalla fascia e si chiudono sopra il suo equatore, senza sporgere di lato. Sotto di lei la fascia si allarga e si apre: il metallo è scavato a crateri e forato da parte a parte, e nessun vuoto somiglia a quello accanto. La brunitura ha lasciato il nero nei fondi e il chiaro solo sui bordi che sporgono, come in tutti i Marte. Attorno alla base della perla quattro castoni d'oro giallo, piccoli come capocchie di spillo, tengono ognuno un brillante: stanno ai quattro punti, uno sopra, uno sotto e uno per lato. Dietro, il gambo torna liscio e stretto, e da lì si misura tutto lo spessore che è stato tolto davanti.

Dieci grammi e quarantacinque d'argento fanno la struttura; trenta centesimi di grammo d'oro a diciotto carati fanno i quattro castoni, e sono tutto l'oro del pezzo: meno di un trentesimo del metallo, messo solo dove tiene una pietra. I quattro brillanti sommano dodici centesimi di carato, colore F-G e purezza VS1 — pietre minute, che servono a segnare i quattro punti attorno alla perla e non a farle concorrenza. La perla è naturale, bianca e tonda, ed è la parte più tenera del pezzo: sta intorno al terzo grado di durezza, si riga con l'unghia e teme gli acidi, quindi si mette per ultima, dopo il profumo, e si ripone asciutta.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

10,45 grammiArgento 925‰
0,30 grammiOro giallo 18kt 750‰
0,12 carati Diamanti · quattro attorno alla perla, in castoni d'oro
Metalli
Argento 925‰ e oro giallo 18kt 750‰
Lavorazione
Completamente realizzato a mano. La fascia è scavata a crateri e aperta a vuoti irregolari uno per uno, poi brunita e rilucidata solo sui rilievi; i quattro castoni d'oro sono saldati sull'argento, e le braccia che trattengono la perla sono chiuse sul suo profilo.

Le pietre

Perla

Al centro, sopra la corona d'argento

Taglio
Tonda
Nota
Perla naturale bianca

I diamanti

Naturali. Posizione, taglio, carati, colore e purezza.

Quattro attorno alla perla, in castoni d'oro 0,12ct Brillante F-G/VS1Diamanti naturali, totale

Certificato Certificato di autenticità e garanzia · confezione regalo

L'anello dall'alto: i quattro diamanti nei castoni d'oro disposti attorno alla perla
Il fianco della fascia, con i vuoti passanti e il nero della brunitura rimasto nei fondi

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Vuoti irregolari
In un traforo geometrico l'errore si misura sul modulo che si ripete; qui non c'è modulo, e ogni vuoto va deciso mentre si apre. Il rischio si sposta: non che una maglia venga storta, ma che in un punto il pieno resti troppo sottile, e il pezzo ceda proprio da lì. Chi lo esegue tiene insieme due cose che vanno in direzioni opposte, un contorno che deve sembrare casuale e uno spessore che deve reggere.
Brunitura
L'argento si scurisce di proposito, e poi si rilucida solo dove la luce deve tornare. Il nero resta nei vuoti e nei fondi, il chiaro sui rilievi: è un disegno fatto per sottrazione, e chi lo esegue decide dove fermare il panno.
Oro e argento sullo stesso pezzo
L'argento fonde a una temperatura più bassa dell'oro e sotto la fiamma si ossida in fretta. Montare i due metalli sullo stesso pezzo vuol dire scaldare quel tanto che basta a far presa sulla saldatura senza affondare l'argento, e pulire il giunto prima che il nero della fiamma resti chiuso sotto l'oro.
Perla
La perla è l'unica gemma prodotta da un animale vivo, e non è un minerale come gli altri: è aragonite — carbonato di calcio — tenuta insieme dalla conchiolina, una sostanza organica che il mollusco depone fra uno strato e l'altro. Quella parte organica è il suo punto debole. Sulla scala delle durezze la perla sta intorno al tre: si riga con un'unghia, e il metallo di un altro gioiello la segna al primo contatto. Ma il graffio non è il danno peggiore: essendo carbonato si scioglie negli acidi, e sudore, profumo, lacca e aceto ne corrodono la superficie finché il riflesso si spegne. Si mette per ultima, dopo il profumo, e si toglie per prima; si pulisce con un panno appena umido e si ripone asciutta, mai chiusa in una busta dove l'aria non passa. E si guarda anche il filo o il cordoncino che la tiene: è la parte che invecchia per prima, e va rifatta prima che ceda, non dopo.
Taglio brillante
Cinquantasette faccette calcolate perché la luce che entra dall'alto torni indietro dalla stessa parte. È il taglio che fa scintillare il diamante, e il motivo per cui un diamante mal tagliato resta spento.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.