Le tre corolle viste dall'alto: topazio azzurro sulla più grande, quarzo citrino e radice di rubino sulle altre due

Collezione Fiore d'Inverno·Anello·Motivo floreale ispirato ai fiori d'inverno

Anello Fiore d'Inverno in argento a tre corolle a triangolo, quarzo citrino, topazio azzurro e radice di rubino

Tre corolle a triangolo sopra il dito, ognuna sul suo gambo.

€300,00 AA250

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Tre corolle d'argento disposte a triangolo sopra il dito, ognuna sul proprio gambo e su un piano diverso, e i bordi si toccano appena. La più grande tiene il topazio azzurro, le altre due il quarzo citrino arancione e la radice di rubino rosso scuro. Dentro la coppa l'argento resta opaco e segnato dalle pieghe che partono dal centro e vanno verso fuori; sul bordo torna lucido, e la riga di luce corre lungo tutte le onde. Sotto i fiori la fascia si apre in tre bracci e lascia un vuoto: da lì si vede attraverso l'anello.

Dodici grammi di argento 925, e sotto i fiori non c'è metallo pieno: il gruppo sta alto sulla mano e resta leggero perché la fascia si divide invece di ingrossarsi. Le corolle non sono uguali fra loro né per misura né per bordo — sono lastre incavate una alla volta, e in ciascuna l'unico punto che doveva restare piano è la sede della pietra. Il laboratorio non dichiara l'ingombro dell'anello, né il peso in carati o il taglio delle tre gemme.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

12,00 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Stile
Motivo floreale ispirato ai fiori d'inverno
Finitura
Lucida all'esterno, opaca dentro la corolla
Lavorazione
Completamente realizzato a mano nel laboratorio orafo dell'azienda.

Le pietre

Quarzo citrino

Al centro di una delle corolle minori

Colore
Arancione
Nota
Peso in carati e taglio non dichiarati

Topazio azzurro

Al centro della corolla più grande

Colore
Blu chiaro
Nota
Peso in carati e taglio non dichiarati

Radice di rubino

Al centro di una delle corolle minori

Colore
Rosso
Nota
Peso in carati e taglio non dichiarati
Veduta di tre quarti: i bordi ondulati delle tre coppe che si sfiorano
Profilo laterale: quanto il gruppo di fiori sta alto sopra la fascia
Veduta frontale con la fascia intera: i bracci che salgono a reggere le corolle
Le tre corolle su piani diversi, ciascuna inclinata per conto suo
Dettaglio dell'interno opaco delle coppe, con le pieghe che partono dal centro
La corolla del topazio azzurro in primo piano, con il castone al centro della coppa
Il rovescio del gruppo: il vuoto triangolare fra i tre bracci sotto i fiori
Veduta dall'alto della fascia sdoppiata sotto la corolla maggiore
Tre quarti dall'alto: il bordo lucido che contorna ogni coppa opaca
Veduta di lato con il gambo intero, dalla fascia fino agli attacchi dei fiori
L'anello al dito visto dall'alto: l'ingombro del triangolo di fiori sulla mano
L'anello al dito di tre quarti: quanto le corolle sporgono oltre il profilo

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Corolla in lastra unica
La corolla non è un montaggio di petali: è una lastra sola, incavata fino a farne una coppa bassa e lasciata irregolare sul bordo, con le pieghe che partono dal centro e vanno verso fuori. Il bordo ondulato non si corregge due volte — l'argento tirato non torna indietro — quindi la prima piega è quella che resta. In mezzo alla coppa c'è l'unico punto che deve restare piano: è la sede della pietra, e se la coppa si è mossa lì il castone non appoggia.
Gambo a più bracci
La fascia non arriva intera sotto i fiori: si apre in bracci, e ognuno sale a reggere una corolla per conto suo. Sotto resta un vuoto, ed è quello a tenere leggero un gruppo che sta alto sulla mano; è anche la ragione per cui i bracci si saldano uno alla volta e nell'ordine giusto, perché ogni saldatura riscalda le precedenti e su un braccio sottile basta poco perché si rammollisca e ceda. Un braccio ceduto non si vede sulla saldatura: si vede sui fiori, perché la figura che formano si apre e le corolle smettono di toccarsi.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.