L'anello di fronte: la corolla d'argento con l'interno scuro e l'ametista al centro

Collezione Fiore d'Inverno·Anello

Anello Fiore d'Inverno in argento con ametista, gambo incrociato

Diciassette grammi d'argento e due fasce martellate che si incrociano sotto la corolla

€200,00 AA106Mam

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Il fiore è una lastra sola d'argento, incavata fino a farne una coppa bassa e lasciata ondulata sul bordo. Dentro è scuro: la coppa è sabbiata e annerita, e i solchi che partono dal centro ci restano dentro neri, mentre il contorno è stato rilucidato e corre chiaro tutt'intorno. In mezzo, in un castone tondo liscio, un'ametista viola sfaccettata; il castone è forato sul fondo, e girando l'anello il colore si vede anche da dietro. Sotto la corolla il gambo non è uno solo: sono due fasce martellate che si incrociano a X e tornano a chiudere il cerchio.

Diciassette grammi d'argento 925, contro gli undici e ottanta del fratello a gambo unico con il quarzo citrino: la differenza sta quasi tutta là sotto, nella fascia in più. La corolla misura ventun millimetri di diametro e al dito copre poco più della falange. Il doppio gambo è anche il punto in cui si sbaglia: le fasce si battono prima e si incrociano poi, e l'incrocio deve combaciare subito, perché l'argento indurito dal martello non concede una seconda piega. Cofanetto incluso.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

17,00 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Finitura
Interno sabbiato e scurito, contorno lucido
Misure
Diametro del fiore circa 21 mm
Lavorazione
Completamente realizzato a mano nel laboratorio orafo di Tosi. Gambo incrociato in argento martellato.

Le pietre

Ametista

Al centro della corolla

Taglio
Briolè
Nota
Ametista naturale, in castone tondo liscio forato sul fondo. Peso in carati non dichiarato
Il fiore di tre quarti accanto a un legno, con il gambo che scende sotto la corolla
La corolla di tre quarti sulla pietra bianca, con le pieghe che partono dal centro
Veduta di lato: sotto la corolla si vedono le due fasce martellate del gambo
L'anello di spalle: le due fasce si incrociano a X sotto il fiore
Il rovescio della corolla e il cerchio del gambo, appoggiato alla pietra chiara
L'anello in piedi di tre quarti: l'altezza del fiore sopra il doppio gambo
Il profilo completo su fondo chiaro, con l'incrocio delle fasce in basso
L'anello indossato, visto dall'alto: il fiore copre poco più della falange
L'anello al dito ripreso di lato, con la corolla di taglio

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Corolla in lastra unica
La corolla non è un montaggio di petali: è una lastra sola, incavata fino a farne una coppa bassa e lasciata irregolare sul bordo, con le pieghe che partono dal centro e vanno verso fuori. Il bordo ondulato non si corregge due volte — l'argento tirato non torna indietro — quindi la prima piega è quella che resta. In mezzo alla coppa c'è l'unico punto che deve restare piano: è la sede della pietra, e se la coppa si è mossa lì il castone non appoggia.
Martellatura
Il gambo viene battuto a martello finché la superficie non prende una texture irregolare. Nessun colpo è uguale al precedente, quindi nessun anello è uguale a un altro.
Sabbiatura
Un getto di sabbia finissima opacizza il metallo e lo rende vellutato al tatto. Qui è usata all'interno, in contrasto con il contorno lasciato lucido.
Taglio briolè
La pietra è sfaccettata su tutta la sua superficie, anche sotto: nasce per essere attraversata dalla luce invece che appoggiata su un fondo.
Ametista
L'ametista è quarzo viola, e il viola non viene da un pigmento: viene da qualche atomo di ferro finito nel reticolo al posto del silicio e poi colpito dalla radiazione naturale della roccia. Per questo il colore non è quasi mai steso uniforme — si dispone a zone e a fasce, più carico da una parte e più chiaro dall'altra — e orientare bene la pietra sotto la mola serve proprio a distribuirlo. È dura come il citrino, settimo grado, e si porta tutti i giorni senza riguardi verso i graffi; ma quel viola è la cosa più delicata che ha. Una luce forte e continua lo sbiadisce, e il calore lo cancella del tutto: un'ametista scaldata abbastanza diventa gialla, ed è così che nasce buona parte del citrino in commercio. Il viola perso non torna.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.