
Amaro Amordamaro
Il formato piccolo
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Da che cosa nasce
Amordamaro è l'amaro della casa, e il nome è già una dichiarazione: non prova a farsi perdonare l'amaro, lo mette davanti. Sta in fondo al pasto, dopo il Vin Santo o al posto suo.
La ricetta è di famiglia. Nei primissimi anni del Novecento una loro ava preparava un elisir da regalare a Natale ai parenti e agli amici: è la ricetta di nonna Isola, ripresa in produzione.
Questo è il formato piccolo, da mezzo litro: quello che si prende per provarlo, o per tenerne una in casa senza impegno.
- Materia prima
- Materia prima dichiarata dall'azienda: ottenuto per macerazione in alcool di erbe aromatiche.
- Affinamento
- In bottiglia, tre mesi
Quanto sale
Il titolo alcolometrico, su una scala da zero a sessanta.
Come si presenta
Come lo descrive chi lo fa.
Colore
Cupo, molto scuro
Al naso
Ricorda l'arancio amaro, il biancospino e il bergamotto; emergono note di caffè tostato.
In bocca
Caldo, armonico, morbido e vellutato, dolce.
Le altre bottiglie
I distillati e l'amaro
Quello che c’è scritto sulla bottiglia
Le indicazioni obbligatorie, così come le dichiara l’azienda.
- Denominazione
- Amaro
- Titolo alcolometrico
- 38% vol.
- Contenuto
- 0,5 L
- Origine
- Paese d'origine: Italia. Fattoria Uccelliera, Crespina Lorenzana (PI).
Vendita vietata ai minori di 18 anni · Bevi responsabilmente
Chi lo fa, e dove
Fattoria Uccelliera, a Crespina Lorenzana.
Prodotto sulle colline pisane.
Duecentoquaranta ettari fra Crespina Lorenzana e Fauglia, di cui ventuno fra vigna e oliveto.
«Uccelliera» è un toponimo medievale: indicava la collina su cui sorgeva un'antica uccellanda, un impianto per catturare i volatili di passaggio. Oggi quello stesso pezzo di collina fa il contrario, e i seminativi si coltivano pensando alla fauna che ci passa.



