Il fiore di fronte: bordo lucido ondulato, interno sabbiato e scurito, ametista ovale nel castone al centro

Collezione Fiore d'Inverno·Anello

Anello Fiore d'Inverno in argento con ametista, corolla da ventotto millimetri

Ventotto millimetri di corolla, ventiquattro grammi d'argento

€250,00 AA106G

Disegnato e costruito a mano al banco, a Tosi.

Ventotto millimetri di corolla: il fiore copre la falange e sporge oltre il dito. Il bordo è lasciato ondulato e lucido, l'interno è sabbiato e scurito e i solchi che partono dal centro ci restano dentro neri. In mezzo un'ametista ovale in un castone lucido, e sotto il gambo si sdoppia e si incrocia.

Ventiquattro grammi d'argento, sette in più del fratello con la corolla da ventun millimetri: quasi tutti stanno nella coppa, che a questo diametro deve restare sottile per non pesare e insieme reggere il castone al centro. L'interno scurito è quello che fa lavorare il resto: sul fondo nero il viola si legge, e il bordo lucido gli gira intorno come una linea sola.

La materia

Pesi e carati come li dichiara il laboratorio.

24,00 grammiArgento 925‰
Metalli
Argento 925‰
Finitura
Interno sabbiato e scurito, contorno lucido
Misure
Diametro del fiore circa 28 mm
Lavorazione
Realizzato in maniera artigianale nel laboratorio orafo di Tosi. Gambo incrociato in argento martellato.

Le pietre

Ametista

Al centro del fiore

Taglio
Briolè
Tre quarti da destra, con il gambo che si intravede sotto la corolla
Il fiore inclinato, con i solchi scuriti che vanno dal castone al bordo
Ripresa ravvicinata sull'ametista e sul castone lucido che la tiene
Il fiore visto di scorcio: si legge il profilo lobato della corolla
L'anello coricato: i due rami del gambo incrociato visti di lato
Il gambo dall'alto: le due bande d'argento martellato che si accavallano
Il retro dell'anello, con l'interno della fascia e l'attacco della corolla
Appoggiato a un ramo, il fiore di tre quarti contro la corteccia
Il fiore di fronte su fondo chiaro, con il bordo lucido che stacca dal fondo scurito
Posato su un tronco secco, con il gambo incrociato in ombra
Indossato: la corolla copre la falange e dà la misura dei ventotto millimetri
Indossato di tre quarti, con il fiore che sporge oltre il profilo del dito

Come è fatto

Le parole del mestiere, una per una, spiegate a chi non le conosce.

Corolla in lastra unica
La corolla non è un montaggio di petali: è una lastra sola, incavata fino a farne una coppa bassa e lasciata irregolare sul bordo, con le pieghe che partono dal centro e vanno verso fuori. Il bordo ondulato non si corregge due volte — l'argento tirato non torna indietro — quindi la prima piega è quella che resta. In mezzo alla coppa c'è l'unico punto che deve restare piano: è la sede della pietra, e se la coppa si è mossa lì il castone non appoggia.
Martellatura
Il gambo viene battuto a martello finché la superficie non prende una texture irregolare. Nessun colpo è uguale al precedente, quindi nessun anello è uguale a un altro.
Taglio briolè
La pietra è sfaccettata su tutta la sua superficie, anche sotto: nasce per essere attraversata dalla luce invece che appoggiata su un fondo.
Sabbiatura
Un getto di sabbia finissima opacizza il metallo e lo rende vellutato al tatto. Qui è usata all'interno, in contrasto con il contorno lasciato lucido.
Ametista
L'ametista è quarzo viola, e il viola non viene da un pigmento: viene da qualche atomo di ferro finito nel reticolo al posto del silicio e poi colpito dalla radiazione naturale della roccia. Per questo il colore non è quasi mai steso uniforme — si dispone a zone e a fasce, più carico da una parte e più chiaro dall'altra — e orientare bene la pietra sotto la mola serve proprio a distribuirlo. È dura come il citrino, settimo grado, e si porta tutti i giorni senza riguardi verso i graffi; ma quel viola è la cosa più delicata che ha. Una luce forte e continua lo sbiadisce, e il calore lo cancella del tutto: un'ametista scaldata abbastanza diventa gialla, ed è così che nasce buona parte del citrino in commercio. Il viola perso non torna.

Non guardo cosa fanno gli altri: preferisco creare con il mio stile personale. È questo che rende riconoscibili i nostri gioielli.

Fabio Gori — Anna Gioielli, Tosi

Fatto su di voi

Ogni anello nasce nella misura di chi lo porterà: la definiamo insieme prima della lavorazione.

Il laboratorio orafo è anche il posto dove si creano gioielli su misura e si restaurano quelli di famiglia: se avete un’idea, o un pezzo da far tornare com’era, si parte da lì.

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Prodotto da
Anna Gioielli

Bottega orafa a Tosi, sulle pendici del Pratomagno: Anna l'ha aperta nel 1988, i figli Fabio e Francesco la portano avanti. Traforo, sbalzo, cesello e incisione a bulino — la scuola fiorentina, con il laboratorio a vista sul negozio.